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ESAMI DI STATO/ Maturità 2013, sarà davvero un "anticipo" di quella vera?

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Ci sono i test d’accesso, tra un paio di mesi, e bene che ti vada ti aspetta un’intera vacanza ancora sui libri, e non è detto che basti. Se vuoi cercarti un lavoro, o sei tra i malati che si iscrivono a una facoltà umanistica, che sia un 70 o un 100 e lode a presentarti è indifferente, non interessa a nessuno. 

Però così è deprimente, vivere, e affrontare le circostanze della vita. Non dico che si debba lancia in resta presentarsi all’esame come a una giostra cavalleresca, pronti ad essere i primi o a soccombere con ignominia. Ma provarsi e prendere quel che capita come un’occasione, questo è possibile, questo rende meno pesanti i giorni d’attesa, e più sopportabile, perfino interessante, lo studio. 

Comunque sia, finisci la scuola. Sono gli ultimi giorni con compagni con cui inevitabilmente si condivide da cinque anni la vita. Che sia il tempo per guardarsi in faccia, per aiutarsi a studiare, a sorridere, a concedersi una scappata per un tuffo al mare o una birra la sera, chiacchierando del poi. Che siano giorni pensosi ma densi di pensieri adulti, sui desideri e sulle scelte: cosa sai fare, cosa puoi fare, cosa serve fare a te stesso e a questo mondo in cui ti trovi a vivere. 

Sono gli unici criteri, rigorosamente in ordine di importanza, che orientano lo sguardo al dopo, e tengono conto di chi sei, delle tue possibilità, del fatto che non basti a te stesso, e ci sono mattoni per costruire, e un lavoro per ciascuno. Se la vedi così, oggi, domani, dopodomani ti levi diritto e dai il meglio di te. Libero dai risultati, ma mettendocela tutta per non sprecare un attimo. Questo è l’unico anticipo di maturità vera. Per compierla, ci vorrà poi tutta la vita, e non sarà mai abbastanza.



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