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Cronaca

IL CASO/ Giuliano Ibrahim Delnevo è morto in Siria perché non sappiamo più essere padri

Giuliano Ibrahim Delnevo (InfoPhoto)Giuliano Ibrahim Delnevo (InfoPhoto)

Ci stupisce che qualcuno si interessi del cuore degli altri. Ci stupisce e ci innervosisce. Perché i cristiani possono fare quello che vogliono ma non possono essere popolo. Nessuno ha paura dei nostri crocifissi nelle scuole. Si lagnano un po’, ma tra poco − quando non ci saremo più − li toglieranno. E cosi toglieranno la differenza tra uomo e donna, tra bene e male, tra blu e rosso. E nessuno potrà parlare. Perché nessuno sarà più abituato a sentire la nostra voce. 

Ibrahim è morto per un ideale che noi non abbiamo saputo dargli. Eppure ha sentito − eccome − le nostre proteste sui valori non negoziabili, sulla povertà, sull’ambiente. Ma niente di tutto questo gli è bastato. E non è bastato neppure a Marta. Solo che lei non è partita, è rimasta a casa da mamma e papà, ha goduto della loro paghetta, ha invitato il suo fidanzato a cena dai suoi, è andata a qualche concerto di solidarietà. E solo per questo ci è sembrato di non averla persa. Ma non è così. Perché il suo cuore urla e nessuno può fermarlo. E il fascino del nulla, dell’anestetico del denaro o del piacere è forte. E fa comodo non sentirlo più quel cuore. Ibrahim è morto. E forse non ci interessa. Ma il dramma è che anche Marta sta morendo. E noi non ce ne accorgiamo. Chiusi su noi stessi, protetti dalle nostre giustificazioni, crediamo di essere padri e madri solo perché abbiamo dei figli. Ma stiamo loro negando quello che cercano, un senso per vivere tutto, per vivere davvero. E prima o poi troveranno un buon affare sulla piazza. 

E allora sarà troppo tardi. Avranno anche preso cento alla maturità, ma non avranno incontrato l’amore di Dio. E per vivere non serve il cento, serve un padre. In questi giorni ho fatto filosofia con un centinaio di maturandi. L’ho fatta. Ma di loro potrebbe non fregarmene niente. Perché ciò di cui hanno bisogno non è uno che faccia delle cose per loro, ma uno che li guardi, uno che sia adulto di fronte a loro. Ibrahim voleva solo questo. Anche Marta lo vuole. Forse dobbiamo smetterla di organizzare summit e di fare delle analisi psico-sociali. Forse è meglio che stiamo zitti e che, semplicemente e con un preghiera nel cuore, cominciamo a guardarli in faccia. Ibrahim voleva solo questo. 

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COMMENTI
19/06/2013 - La libertà del bene o del male. (claudia mazzola)

Mi scuso, ma tra Giuliano che va ad uccidere e Marta che fa la maturità c'è una bella differenza. Tutti e due però hanno bisogno di Misericordia.