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MORTA DI ANORESSIA/ Maria e quel ginepraio moralistico da cui se ne esce (tutti) sconfitti

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Lei ha rifiutato la ragione, l’atteggiamento ragionevole che viene dal confronto con il reale, con la realtà contingente di chi la voleva aiutare, curare.

Ha, seppur inconsapevolmente, rifiutato Dio, lo Spirito Santo e il Figlio, che dimorano negli uomini battezzati.

Dio non è sceso dal cielo nel carro di fuoco, non ha alzato la bacchetta del miracolo: non ha infranto la libertà dell’uomo, della ragazza Maria Antonella Mirabelli, per imporre la Sua Presenza.

Dio quando fa un regalo non se lo riprende. 

I miracoli, come quelli di Lourdes per esempio, sono compiuti per intercessione della Vergine Maria, di Sua Madre. Sono miracoli, certo richiesti, ma non pretesi: non sono “dimostrazioni”, mai. 

Lo possono diventare, solo in seguito però: Dio, come Cristo nel Vangelo, non lo fa per confermare di essere Onnipotente, ma per amore, solo per amore. Per Grazia. E magari perché glieLo ha chiesto la Madre (così è cominciato a Cana). 

E certamente neppure un miracolo basta per far credere, anzi.

Gesù è Dio che si è fatto carne, è Uomo: Gesù ha avuto bisogno di un corpo, si è fatto partorire, si è fatto nutrire, ha nutrito gli uomini affamati, anche cinquemila alla volta.

Noi, ognuno di noi ha bisogno di un corpo per incontrarLo.

Ha bisogno di un corpo per rifiutarLo.

La sofferenza della giovane Maria, che è innegabile e fortissima, affonda le sue radici nel rifiuto di sé stessa, del suo stesso corpo; ricordate il comandamento nuovo: “... ama ... come te stesso..”? 

Quello che però noi cristiani abbiamo è la certezza che Lui ci ama davvero, molto più di quanto siamo capaci di fare noi da soli, anche se siamo dei terribili egoisti.

Ci ama così tanto e tanto tiene al nostro corpo che ha promesso di ridarcelo, lo stesso, incorruttibile e sano, anche se non lo capiamo. Anche se sbagliamo. 

Basta che glieLo chiediamo. 



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