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Cronaca

SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 21 giugno, si festeggia San Luigi Gonzaga, patrono degli studenti

Il 21 giugno si ricorda san Luigi Gonzaga che, nato da stirpe di principi, si unì a Roma alla Compagnia di Gesù, ma, logorato nel fisico dall’assistenza agli appestati, morì a soli 23 anni

San Luigi GonzagaSan Luigi Gonzaga

Il 21 giugno, secondo il Calendario Gregoriano, la Chiesa Cattolica venera la memoria di San Luigi Gonzaga, gesuita mantovano vissuto nel XVI secolo, patrono degli studenti. San Luigi Gonzaga nacque il 9 marzo 1568 all'interno di una delle più nobili e potenti famiglie dell'epoca. Il padre di Luigi era Ferrante Gonzaga, marchese di Castiglione delle Stiviere, condottiero che servì con successo Filippo II di Spagna in numerose campagne militari, imparentato con la famiglia regnante a Mantova. La madre di Luigi era Marta Tana, nobildonna piemontese, prima dama della regina di Francia Elisabetta di Valois. Luigi Gonzaga, in qualità di primo figlio del marchese Ferrante, venne avviato sin dai primi anni della sua vita all'arte militare, per poter imparare a reggere il piccolo marchesato di Castiglione una volta superata la maggiore età.

Nonostante il volere del padre che il piccolo Luigi seguisse le sue orme di condottiero (a cinque anni il bimbo vestiva già un'armatura fatta su misura da uno dei migliori artigiani della Val Trompia), il Signore aveva chiamato il primogenito del marchese. A sette anni San Luigi iniziò a recitare i sette salmi penitenziali quotidianamente. Nel 1576, a causa di una violenta epidemia, venne trasferito con il fratello Rodolfo - futuro marchese - a Firenze, alla corte del granduca Francesco dei Medici. Nel capoluogo toscano, nonostante la giovanissima età, San Luigi fece voto di verginità perpetua nel caso lui e l'amato fratello fossero riusciti a sopravvivere all'epidemia. Nel 1579, il padre Ferrante inviò il giovane Luigi a Mantova, affinché potesse apprendere da zii e cugini la vita di corte e la maniera di gestire uno Stato. In riva al Mincio, San Luigi rinunciò ai suoi diritti sul marchesato di Castiglione delle Stiviere, cedendoli al fratello minore.

Nel 1580, San Luigi ricevette la sua prima comunione dalle mani di San Carlo Borromeo, a quell'epoca vescovo di Brescia (a cui Castiglione delle Stiviere apparteneva in quegli anni). Nel 1581, il giovane venne inviato dal padre alla corte di Madrid, per fare da paggio all'Infante Don Diego d'Asburgo (1575-1582). La morte prematura di Don Diego impressionò enormemente il giovane Luigi, facendo sì che maturasse definitivamente in lui la volontà di dedicarsi a Dio e alla cura delle anime. Il padre, contrario alla scelta del figlio, fece di tutto per farlo desistere, inviandolo ripetutamente al servizio dei maggiori sovrani dell'epoca, sperando che la frizzante vita mondana delle corti lo spingesse ad abbandonare il suo proposito di dedicarsi a Dio.

San Luigi studiò con profitto filosofia, scienze e lettere, cercando rifugio nello studio per sfuggire alle numerose tentazioni - anche carnali - a cui il padre Ferrante lo sottoponeva di continuo per spingerlo a lasciare il suo proposito di vita religiosa. All'età di diciassette anni, il 25 novembre del 1585, Luigi Gonzaga scelse definitivamente di abbandonare la vita mondana, entrando come novizio nella Compagnia di Gesù, a Roma.