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GAY PRIDE/ Dove le famiglie (con bimbi) fanno la foto di gruppo col trans di turno

Maria Grazia Cucinotta al Gay Pride di Palermo (Immagine d'archivio) Maria Grazia Cucinotta al Gay Pride di Palermo (Immagine d'archivio)

Più politico il sindaco Orlando che all’apertura del Pride ha dichiarato: “Questa città è un grande mosaico di tessere. Il nostro obiettivo, da sempre, si concentra nel motto ‘to be different, to be equal’: essere diversi nell’uguaglianza. Siamo tutti impegnati perché a tutti questa uguaglianza dei diritti venga riconosciuta”. E davvero, nonostante la maggior parte dei partecipanti lamenti discriminazioni da parte della gente e delle istituzioni, sono presenti le più alte cariche dello Stato e delle Regioni.

Fra gli altri spuntano il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, il sindaco Leoluca Orlando, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, i parlamentari on. Ivan Scalfarotto, sen. Sergio Lo Giudice, on. Alessandro Zan, on. Michela Marzano. E ancora Sel e M5S rappresentato da una ventina di parlamentari nazionali fra cui il capogruppo alla Camera Riccardo Nuti e la portavoce del M5S Lazio Gaia Pernarella. Con loro anche Maria Cristina Spinosa assessore alle pari opportunità del comune di Torino. Anche il mondo dell’associazionismo è schierato: Arci, Amnesty international, Emergency, Legambiente Sicilia, Radio 100 passi, Ciss, Udu e Addiopizzo. Fra le adesioni spicca anche quella dell'Unione giovani ebrei d'Italia. Critiche invece all’incontro delle famiglie che si è svolto stamattina al Parco Ninni Cassarà arrivano da Vendola: “Non dovrebbe essere un momento di discriminazione e dovrebbe integrarsi col Pride seguendo un filo conduttore comune, quello dell'amore e della coesione”. 

Ci fermiamo a guardare un trans travestito da papa e la Cucinotta, che si è appena rifatta il trucco dopo aver di recente prestato il volto alla copertina della rivista cattolica “A sua immagine”. Mano nella mano con Wladimir Luxuria aprono la sfilata. 

Ad ogni buon conto non si può certo dire che le istituzioni abbiano boicottato il Gay Pride. Una manifestazione imponente, ben sponsorizzata che muove da idee chiare. Le coppie omosessuali non hanno nulla di differente da quelle eterosessuali e pertanto possono, sebbene ancora non lo dicano tutti apertamente, sposarsi e adottare bambini. Obiettivo ultimo nemmeno tanto celato.

(Maria Gabriella Ricotta) 

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COMMENTI
24/06/2013 - Gay Pride. (Carla D'Agostino Ungaretti)

Potrei pure arrivare a capire, sia pure con un notevole sforzo, la marcia o la sfilata di chi vuole rivendicare certi "diritti" di cui si sente defraudato. Ma che bisogno c'è di pagliacciate, travestimenti, performance e carnevalate varie? Non potrebbe svolgersi tutto in un clima di maggiore serietà e dignità che forse gioverebbero anche alla loro causa? E i genitori, che hanno portato i loro figli ad ammirare e fotografare quelle prodezze, che cosa insegneranno loro? Che l'omosessualità è cosa normale e giusta? Certo! E poi metteranno in salotto al posto d'onore la foto del pargolo in braccio a un variopinto personaggio di cui non interessa indovinare il sesso. Bell'insegnamento! Non capiscono che è in ballo il futuro antropologico del genere umano? Ma tanto a "loro" che gliene importa? Adesso possono fare anche la S. Comunione! Ma vorrei che mi si chiarisse un dubbio: i genitori fermamente convinti, come sono io, che l'omosessualità praticata è un peccato "che grida vendetta al cospetto di Dio" potranno insegnare ai loro figli questa verità senza finire in galera? In caso negativo, dove finirà la libertà di pensiero e di educazione? Ci ritroveremo addosso una sorta di "dittatura omosessuale?