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PROCESSO RUBY-BERLUSCONI/ Grignetti (La Stampa): il Cavaliere è caduto nella "trappola" di Wilma Montesi

Wilma Montesi Wilma Montesi

Sì, ma non solo: fu l'architrave di una convenzione politica e culturale italiana che ha retto per cinquant'anni, fino a Berlusconi. Questa convenzione, dopo il caso Montesi, fu il rispetto della privacy dei politici. Per 50 anni gli scandali sessuali del potere in Italia sono stati quasi sempre soffocati sul nascere e nascosti.

 

Perché si stipulò questa sorta di “convezione”, come la chiama lei?
Perché lo scandalo Montesi fu selvaggio e la lotta politica che si alimentò attraverso le soffiate sui giornali non risparmiò nessuno, né la Dc - in particolare toccando il figlio dell'allora potentissimo ministro Piccioni - né il Pci.

 

Come avvenne a proposito di quest'ultimo?
Il caso Montesi innescò una pericolosa catena di “sottoscandali”. Uno di questi travolse il principe del Foro Giuseppe Sotgiu del Partito comunista, che cercava di conquistare il Campidoglio, ma che fu fotografato - da paparazzi ante litteram - mentre entrava e usciva con la moglie da una casa di appuntamenti di cui erano assidui frequentatori.

 

E la caduta di Sotgiu fu la goccia che fece traboccare il vaso e diede il via all'“armistizio”?
Sì, dopo la pubblicazione delle foto che lo fecero inabissare, comparve su L'Osservatore Romano un editoriale che in latino recitava più o meno “Oggi a te, domani a me”. Il messaggio fu capito da tutti: l'argomento “sesso” non andava usato in campagne politiche. Su questa convenzione la politica italiana è andata avanti per decenni, fino a Berlusconi, che ha rispolverato un'arma letale rimasta sepolta per mezzo secolo.

 

Berlusconi, da un certo punto di vista, era ben conscio di “rispolverare” un'arma pericolosa...
Certo, lui è il primo che ha “gigioneggiato” con le sue battute sulle donne e sul sesso, che è sempre stato una chiave della sua comunicazione politica. E quindi ha gettato, molto all'americana, il proprio privato nella mischia della politica, innovando moltissimo il costume politico italiano. E una volta che si è aperto il vaso di Pandora è successo di tutto: è venuto fuori il caso Noemi, il caso Patrizia D'Addario, le escort, la villa in Sardegna fino a Ruby che di questa parabola non è che l'atto finale.

 

In ogni caso, bisogna tener conto che nel '53 c'era di mezzo anche un omicidio.
Il caso Montesi ha in realtà una sua fisionomia: tutto ha inizio con la scoperta del cadavere di Wilma sulla spiaggia, ma dopo poco la vittima e la sua morte passano in secondo piano e tutto il dibattito è trasposto sul versante politico dopo una serie di rivelazioni - vere e false, ma verosimili - sui costumi “libertini”, come venivano definiti all'epoca, della classe dirigente e dei figli dei politici.

 

Cosa voleva dire per l'epoca?