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PROCESSO RUBY-BERLUSCONI/ Grignetti (La Stampa): il Cavaliere è caduto nella "trappola" di Wilma Montesi

Pubblicazione:lunedì 24 giugno 2013

Wilma Montesi Wilma Montesi

Nell'Italia degli anni 50, povera, nella quale avere l'automobile era considerato un lusso, il “figli di” era visto con particolare avversione. Scoprire - da parte di una popolazione allora ancora molto cattolica - che i figli di una classe dirigente che si professava credente conducevano in realtà una vita dissoluta, fu il cuore dello scandalo.

 

Dopo il '68, in un'Italia decisamente meno cattolica rispetto al '53, fa ancora scandalo un “caso Ruby” o a molti un fare come quello di Berlusconi in realtà piace?
A giudicare dai voti che ha incassato ancora alle ultime elezioni, c'è sicuramente una parte d'Italia che non si scandalizza o che oscilla tra il considerare il suo un peccato veniale e il solidarizzare con lui, l'uomo ricco a cui nessuna dice di no.

 

Un bel cambio di rotta negli italiani rispetto al punto di vista di 60 anni fa.
Lo scandalo, allo scoppio del caso Ruby, in effetti ebbe più ripercussioni all'estero: c'è da immaginarsi cosa possano aver detto in merito al “Bunga-Bunga” nelle cancellerie straniere, dove c'è stato un vero e proprio terremoto, che spiega molto di determinate scelte politiche da parte dei Paesi stranieri e delle loro prese di posizione al limite dell'ingerenza.

 

(Maddalena Boschetto)



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