BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

NOZZE GAY/ Perché gratti via il politically correct e trovi i giacobini?

Pubblicazione:

Infophofoto  Infophofoto

I nostri fautori del matrimonio omosex faticano a mettere la testa fuori dalla finestra ideologica: la Francia iper-laica ha fatto una battaglia furibonda contro la legge Taubira e con una “manifestazione per tutti”, non con lo stendardo di San Michele Arcangelo in testa ad una processione guidata da una pattuglia di esorcisti, ma attraversando le strade di Parigi tranquillamente, cristiani, musulmani, ebrei, agnostici, perfino omosessuali politicamente non corretti e dunque omologati alla subcultura dominante, tutti cittadini laici e contenti di usare la ragione nel modo più adeguato. 

La ragione dice una cosa semplice: se il matrimonio è meramente un’unione, anche i gatti possono “sposarsi” e, se non è un patto o contratto naturale (che, nella fede cristiana, il Signore eleva a Sacramento), allora chi allarga la cerchia indebitamente ha l’onere della prova: di che si tratta? Certamente non di matrimonio e, così, siamo al punto di partenza: il nulla. [A latere: ci sarebbe anche la “più bella del mondo”, secondo i sostenitori delle unioni omosex, la nostra Costituzione, a sancirlo, con puntuale rigore logico-formale: art. 29: la famiglia è “società naturale fondata sul matrimonio”. O si procede a cambiare l’“intralcio” o non si dà quaestio]. Tutto qua, niente clava clericale: è logica applicata. Il rogo non è previsto, quello lo utilizziamo per pericolosi attentatori dell’ordine costituito, ci vuole almeno un profilo di grandeur del male e qui non c’è neanche questo, siamo al di sotto del livello della sufficienza.

Non ho, dunque, bisogno del catechismo della Chiesa cattolica e neanche dell’Aquinate, basta il laicissimo principio di non contraddizione (per i patiti della materia: pnc), i cui risvolti affascinanti e imprevisti mi insegnò il grande maestro del dipartimento di filosofia, prof. Vittorio Sainati, a logica I, i rudimenti.

Concludo. Il Papa, di fronte a una nutrita delegazione di parlamentari francesi non le ha mandate a dire e si è espresso nei seguenti termini: “Il vostro compito è certamente tecnico e giuridico, e consiste nel proporre leggi, nell’emendarle o anche nell’abrogarle. Ma è anche necessario infondere in esse un supplemento, uno spirito, direi un’anima, che non rifletta solamente le modalità e le idee del momento, ma che conferisca ad esse l’indispensabile qualità che eleva e nobilita la persona umana”. Non so se mi spiego: vi piace ancora il Papa Francesco, o laiconi di belle speranze? Abrogare, stop. Fine telegramma. Si può, assevera il Pontefice, e - anzi - spesso si deve. La storia non è il processo che, dal male, va a finire in peggio, se no Dio va in vacanza e noi siamo soli e disperati.  



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >