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FIDANZATA BERLUSCONI / Video, Francesca Pascale litiga con una giornalista

La fidanzata del Cavaliere e scesa in piazza a fianco di Giuliano Ferrara per poter dire la sua contro la Giustizia italiana che ha condannato il suo compagno a sette anni di carcere

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Tensione e grande folla di giornalisti alla manifestazione contro la condanna a sette anni di reclusione e all'interdizione dai pubblici uffici dell'ex premier Silvio Berlusconi, organizzata in piazza Farnese a Roma dal direttore de “Il Foglio” Giuliano Ferrara, dall'eloquente titolo “Siamo tutte puttane”. Ospite, a sorpresa” del sit-in pro Cavaliere, la sua giovanissima fidanzata Francesca Pascale che, elegantissima nel suo abitino arancione e truccata di tutto punto, ha affrontato a testa alta i cronisti come mai prima d'ora, dicendo la sua sull'intricata faccenda giudiziaria nella quale è coinvolto il più maturo compagno. “Sono indignata di essere italiana”, ha urlato la 27enne napoletana che ha aggiunto di aver tenuto all'oscuro Berlusconi della sua decisione di scendere in piazza: “Lui mi avrebbe consigliato di non venire”, ha infatti sottolineato, “ma io lo avrei fatto lo stesso e per la prima volta gli avrei disobbedito. Per questo non gli ho detto nulla”. Ma l'agguerrita Pascale, con la forza che solo una donna innamorata può avere, non ha  battuto ciglio nemmeno quando qualcuno, prendendo spunto dal nome dell'evento, le ha chiesto se si sentisse anche lei una “puttana”: la risposta lapidaria è stata no, e nemmeno Ruby, a suo dire, lo sarebbe. A chi, invece, le domanda se “si è infilata nel letto del potere”, Francesca risponde con la medesima interrogativa e conclude la discussione con un'intensa arringa: “Sono disgustata e indignata da questa magistratura malata, se questa è Giustizia io non ci sto e scendo in piazza a manifestare che non è tale”, afferma e non esita a mettere in luce il fatto che il suo Silvio sia un vero “leone”, dal momento che alla lettura della sentenza si è paradossalmente preoccupato di consolare i suoi cari, spronandoli a lottare ancora per “un'Italia più giusta”. 

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