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IL CASO/ Blangiardo: l'Italia? Siamo un Paese condannato all'estinzione...

Pubblicazione:mercoledì 26 giugno 2013 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 26 giugno 2013, 10.34

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L’adattamento degli stranieri al nostro modello di bassa fecondità – documentato dal rapido passaggio dai 2,5 figli in media per donna straniera nel 2006 ai circa due di oggi − sembra dunque prevalere sia sull’effetto natalità dovuto alla crescita numerica della popolazione immigrata, sia sul progressivo aumento delle presenze di tipo familiare.

Sul fronte della mobilità interna, che ha complessivamente coinvolto circa 1,6 milioni di persone secondo un modello che conferma le tradizionali direttrici Sud-CentroNord, i dati del bilancio Istat del 2012 attribuiscono agli stranieri una vivacità superiore alla media: essi  rappresentano poco più del 7% dei residenti in Italia, ma detengono una quota del 18% del totale dei movimenti entro il territorio nazionale. 

Infine, il panorama delle famiglie italiane − intese secondo la mera definizione anagrafica − segnala al 31 dicembre 2012 la presenza di 25 milioni e 873mila unità, con un numero medio di componenti pari a 2,3 che riflette un quadro regionale dove si va dal minimo della Liguria con 2 componenti, al massimo della Campania con 2,7. Se si pensa alla media dei 4 componenti dei primi anni 50, ma anche solo agli ancora 3 del 1971, si ha il polso di un cambiamento che va inevitabilmente estendendosi ai modelli di vita e agli equilibri di una società che, tra le tante emergenze, dovrebbe mettere anche quella demografica, e certamente non relegandola in coda.



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