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Cronaca

TRAPIANTO DI MANO/ Walter Visigalli si fa amputare l'arto dopo 13 anni

Walter Visigalli, l'uomo che 13 anni fa si sottopose al primo trapianto di mano in Italia, ha deciso di farsi amputare nei giorni scorsi l’arto impiantato il 17 ottobre del 2000

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Walter Visigalli, l'uomo che 13 anni fa si sottopose al primo trapianto di mano in Italia, ha deciso di farsi amputare l’arto impiantato il 17 ottobre del 2000. A confermarlo è stato Marco Lanzetta, lo stesso chirurgo che all'epoca eseguì il trapianto all'ospedale San Gerardo di Monza, aggiungendo però che all'uomo verrà presto impiantata una protesi. La moglie di Visigalli, Pierangela Riboldi, ha invece spiegato i motivi che lo hanno spinto a prendere questa decisione: "A marzo sono cominciate le crisi di rigetto più intense. Da quel momento è stato un massacro di cortisone ma il rigetto non si è fermato. Alla fine, il bivio era tra cancrena e setticemia". "Avrà dei colloqui con la psicologa - ha aggiunto - perché dopo quasi 13 anni si deve abituare alla nuova realtà: ora ha un moncone che parte dal gomito. Il professor Lanzetta, che ci è stato sempre molto vicino e ha fatto tutto quello che ha potuto fino all'ultimo giorno, ora sta studiando quale protesi applicargli, non appena sarà guarito". L'uomo perse la mano all'età di 22 anni, in un incidente, mentre il trapianto avvenne 13 anni dopo. "Dopo due episodi di rigetto molto importanti abbiamo deciso insieme - ha detto il chirurgo Marco Lanzetta - (così come avevamo messo nel conto quando si fece il trapianto) che non era il caso di rischiare la vita e molto serenamente è stata asportata la mano ricevuta 13 anni prima". "Il tutto è durato poche decine di minuti con un intervento in anestesia locale - ha quindi concluso -. Ora si apre una fase nuova".

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