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Cronaca

SCANDALO IOR/ Papa Francesco e la lotta contro Mammona

A poche ore dall'istituzione di una commissione d'inchiesta, l'Istituto per le Opere di Religione torna nella bufera per l'arresto di mons. Nunzio Scarano. Il commento di GAETANO TROINA  

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Monsignor Nunzio Scarano, responsabile del servizio di contabilità analitica dell'Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica (Apsa), l'organismo che gestisce i beni della Santa Sede, è stato arrestato nell'ambito di un filone di indagine sullo Ior in corso alla procura della Repubblica di Roma. Tra i reati contestati, oltre alla truffa e alla corruzione, anche la calunnia. In manette sono finiti anche un funzionario dei Servizi segreti, Giovanni Maria Zito, e il broker finanziario Giovanni Carenzio. Scarano, secondo quanto emerso, avrebbe consegnato allo 007 una somma pari a 400mila euro per far rientrare in aereo dalla Svizzera 20 milioni di euro in contanti appartenenti a una famiglia sua amica. L’alto prelato, tra l'altro, è già coinvolto a Salerno in un'altra indagine per ricettazione. “Come noto mons. Scarano era stato sospeso dal servizio presso l'Apsa da oltre un mese”, ha spiegato la Santa Sede, da cui è giunta, pur non avendo “ancora ricevuto alcuna richiesta sulla questione dalle competenti autorità italiane”, la “disponibilità a una piena collaborazione”. Abbiamo chiesto un commento sulla vicenda a Gaetano Troina, docente di Economia aziendale presso l’Università di Roma Tre.

Professore, come giudica quanto avvenuto?

Se quanto emerso dall’indagine dovesse essere confermato, comprese le accuse con le quali il prelato è stato arrestato, credo sia semplicemente opportuno avere la coscienza e la conoscenza che anche dentro la Chiesa c'è qualcosa che non va come dovrebbe. E’ proprio per questo motivo, però, che Papa Francesco si è comportato in un certo modo.

Si riferisce alla commissione referente?

Ha prima di tutto costituito la commissione sullo Ior, ma ha soprattutto dimostrato un tipo di atteggiamento tale da far comprendere quanto lui sia distante da questa situazione in cui il “dio denaro”, Mammona secondo la Bibbia (il termine è utilizzato nel Nuovo Testamento per personificare il profitto e la ricchezza materiale, ndr), riesce ad annebbiare la mente di chiunque.

Come si può spiegare il fatto che mons. Scarano abbia fatto trasferire 20 milioni di euro in contanti via aerea da un funzionario dei Servizi segreti?

Osservando quanto accaduto, francamente non sono così interessato dal capire se mons. Scarano abbia fatto tutto questo a esclusivo conto personale o per lo Ior, semplicemente perché si tratta da un’azione che non ci si attende da un prelato. Se comunque lo avesse fatto a livello personale, bisognerebbe chiedersi come facesse a disporre di 20 milioni di euro in contanti, o comunque come mai sia stato coinvolto in un trasporto del genere.

Qual è l’aspetto della vicenda che la convince di meno?

Nei prossimi giorni emergeranno sicuramente ulteriori dettagli che faranno luce su quanto accaduto, però, non appena ho avuto modo di leggere la notizia, la cosa che mi ha convinto di meno è stato l’aereo utilizzato per il trasporto del denaro.

Come mai?

Alcune agenzie di stampa hanno fatto sapere che si trattava di un jet privato, mentre l'avvocato Silverio Sica, difensore di monsignor Scarano, ha chiaramente sostenuto che “potrebbe essersi trattato di un aereo di Stato”. Ovviamente è impossibile sapere quale sia la versione più corretta, ma senza dubbio nel secondo caso la situazione cambierebbe radicalmente, non nella sostanza ma nella forma.

Si spieghi meglio.