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BIMBO MORTO IN AUTO/ Piacenza, la madre di Luca al marito: come hai potuto?

E’ indagato per omicidio colposo l’uomo di 39 anni che ha lasciato il figlio in auto per otto ore. E’ stato lui stesso ad accorgersi della tragica dimenticanza, ma ormai era troppo tardi

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

E’ indagato per omicidio colposo l’uomo di 39 anni, descritto da tutti come un brillante manager dell'azienda di ristorazione Copra Elior di Piacenza, che ha lasciato il figlio in auto per otto ore. E’ stato lui stesso ad accorgersi della tragica dimenticanza verso le 17, quando insieme a dei colleghi ha provato a reidratare il piccolo Luca con delle bottigliette d’acqua, ma non c’era più niente da fare: nell'automobile la temperatura ha superato i 60 gradi e, quando il bimbo è stato estratto, la sua temperatura corporea era a 42 gradi. E’ il Corriere della Sera a riportare le parole dell’investigatore che ha visto il padre accorgersi di aver ucciso il figlio: “Ho visto la follia negli occhi di quell'uomo quando si è accorto che il suo bambino, dimenticato in auto per 8 ore, non reagiva. Ho ancora nelle orecchie il suo urlo straziante. Non bastavano sette persone per tenerlo fermo”. Il 39enne è stato immediatamente sottoposto a trattamento farmaceutico, fanno sapere le autorità, e adesso è controllato a vista per evitare che, una volta sveglio, possa tentare il suicidio. Anche la moglie, 38 anni, ha trascorso la notte in ospedale, ma poi è andata a casa della madre, la nonna di Luca. In ospedale qualcuno l’avrebbe sentita gridare, rivolta al marito: “Ma come ha fatto? Oddio, come ha fatto?”. Su queste colonne, Luca Doninelli ha scritto nel proprio editoriale: “E’ stata questione di un istante. Una dimenticanza. Un peccato veniale. E’ facile immedesimarsi in quel papà di Piacenza, il papà del piccolo Luca, che si è dimenticato Luca in macchina e Luca è morto. Un vuoto di memoria come tanti: sarebbe potuto succedere a tutti noi. Cosa facciamo? Ce la prendiamo con quel papà? Lo sconsiglierei”. Leopardi lo chiama “l’estremo inganno”: credersi eterni. “Su questo evento – aggiunge Doninelli - non ci sono commenti da fare: solo pregare, e piangere con quel papà, per il quale d’ora in poi la vita non sarà più quello che è stata”.

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