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BAMBINO DIMENTICATO/ Cara Paola, tuo figlio Luca non è perduto

Pubblicazione:venerdì 7 giugno 2013 - Ultimo aggiornamento:venerdì 7 giugno 2013, 9.10

Fotolia Fotolia

Oggi c’è il sole, dopo tanta pioggia; sembrano cent’anni che piove, l’erba del giardino è una foresta,  il lago si è infiltrato nella bassa, le ciliegie cadono verdi. 

Oggi tornano le voci dei bambini nei cortili, spalanco le finestre, stendo: l’odore della biancheria pulita mi conforta, la luce è tanto bella che stiro volentieri. Sono una madre.

Ho seguito con il cuore aperto la storia di Luca, il bambino dimenticato in auto, che forse se avesse piovuto, lì, a Piacenza, come qui...

Se ascolto la radio mi viene da piangere: basta, smettete di uccidere i morti, ha implorato Ungaretti. Tacete. Lasciateli in ospedale, sedati, quei genitori, tirate un paravento e andatevene, usate il silenzio come un laudano.

È che in ospedale io ci ho lavorato, molti anni, come ostetrica; e conosco il brusio delle corsie, come bene conosco lo schianto quando oltrepasso il paravento. Cosa volete sapere? In cosa posso esservi utile? Potrei fare altro per voi? Chiedo ai parenti e mi siedo sul bordo del letto.

Ora, voi siete i miei parenti: cosa potrei dirvi di più?

Non posso ridarvi vostro figlio. Il battito è perso, il liquido amniotico è muto. 

Il bimbo è prematuro, nascerà per non vivere. Il bimbo è malformato, senza reni, polmoni, il cuore non reggerà il giro del sangue e dell’aria. 

La mamma vuole gridare: se fossi venuta qui prima... il padre: se avessimo fatto altri esami...

Si potrebbe annegare nei se. 

Ma è successo. Ora è morto, lo avete tra le braccia.

Anche quella mamma di Piacenza urla: come hai potuto?

Mi immagino Maria, che guarda Giuda (si dice che lui sia andato da lei prima di impiccarsi); glielo avrà chiesto? Oppure guarda Pietro, il traditore, perché non sei stato con Lui? Eppure lo amavi. 

Ascolta, ho detto alle mamme, la vita è un dono, non dipende da te.

È vero, noi ora possiamo manipolarla, abortirla. Esiste la fecondazione artificiale. Ma lo sappiamo che non va tutto secondo le nostre manovre; non tutti gli embrioni attecchiscono, anzi, la percentuale è scarsa, a fare le statistiche. 

Questo volere esserne padroni assoluti lo hanno chiamato “delirio di onnipotenza”.

La vita non dipende da te. C’è. Resiste quando meno te lo aspetti, muore allo stesso modo.

Non c’è rassegnazione in queste parole; sì, si potrebbe intendere così, ma non è questo il significato com/prensibile, da prendere dentro di sé.

C’è una soglia di mistero. Davanti alla quale fermarsi. Non si può proseguire.


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COMMENTI
19/06/2013 - Giustizia (luisella martin)

L'articolo é bellissimo, commovente. A tutti capita di dimenticarsi di qualcuno, anche se caro al nostro cuore, ma non sempre succede ciò che é accaduto a Luca. Credo che non dobbiamo dimenticare che la Misericordia di Dio non prescinde mai dalla Sua Giustizia. Spero che Paola e suo marito, così intimamente legati nel Matrimonio, sappiano insieme trovare il senso della Provvidenza di Dio nella loro vita; Dio c'é, é con loro!

 
07/06/2013 - Le madri e i padri (Daniela Blandino)

Le madri e i padri sono stati toccati nel profondo dalla notizia del piccolo dimenticato in auto, credo per la coscienza che sarebbe potuto capitare a chiunque di noi. Non ho sentito nessuna madre o padre esprimere accuse, solo gli esperti si azzardano a farlo magari permettendosi di ricordare ai genitori che i figli non sono oggetti, come ho sentito a un telegiornale l'altro giorno. Ma le madri e i padri, in quanto madri e padri, si sono idealmente stretti intorno ai genitori del piccino perché quello che è successo va oltre le responsabilità e le colpe. Esistono veramente dei fatti che accadono anche se non lo vogliamo. Ma siccome viviamo in un mondo inzuppato di moralismo per ogni cosa bisogna cercare il colpevole. Fortuna che c'è un Padre che accoglie e perdona, ricrea e veramente non permette che alcuna cosa vada perduta. Questa Sua misericordia ci permette di capire, perdonare e condividere.