BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

LA LETTERA/ La compagnia di Papa Francesco nella grande avventura della scuola

GIANNI MEREGHETTI racconta come lo abbia accompagnato in modo inatteso la frase del Santo Padre secondo cui la scuola non allarga solo la dimensione intellettuale, ma anche quella umana

Il Papa Il Papa

Car direttore, Papa Francesco mi ha accompagnato in modo inatteso e affascinante in questa quanto mai travolgente conclusione dell’anno scolastico.

Centrale e decisiva la sua affermazione, che “la scuola non allarga solo la dimensione intellettuale, ma anche quella umana.”! E’ quello che emerge con forza e commozione in questi ultimi tornanti della scuola dove non l’ansia e la paura dominano, ma la gratitudine per i volti che ci hanno fatto compagnia durante il lungo percorso dell’anno. E’ che la conoscenza sia diventata affezione, questo è stato ed è il bello di un’avventura, per cui alla fine uno studente o un insegnante si trova contemporaneamente più ricco culturalmente e più legato a coloro che lo hanno aiutato a conoscere. C’è un fattore decisivo in questa avventura, accorgersi che a scuola non c’è in gioco solo il sapere, ma che il sapere c’entra con la vita, che a tema di ogni ora di lezione c’è il destino per cui uno vive, sia insegnante sia studente. E questo rende liberi e amici, questo mettere a tema la vita dentro la ricerca delle leggi di cui è fatta la realtà.

Se centrale e decisiva è stata questa sottolineatura, a ricordarmi quello che ha caratterizzato l’anno, non si è fermata qui la compagnia di Papa Francesco. E’ stato commovente quello che lui ha detto agli educatori durante l’Udienza agli Insegnanti e agli Studenti delle Scuole gestite dai Gesuiti in Italia e in Albania. “Educare non è un mestiere, - ha detto il Papa - ma un atteggiamento, un modo di essere; per educare bisogna uscire da se stessi e stare in mezzo ai giovani, accompagnarli nelle tappe della loro crescita mettendosi al loro fianco. Donate loro speranza, ottimismo per il loro cammino nel mondo. Insegnate a vedere la bellezza e la bontà della creazione e dell’uomo, che conserva sempre l’impronta del Creatore. Ma soprattutto siate testimoni con la vostra vita di quello che comunicate.”