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FESTA PER L'EUTANASIA/ D'Agostino: il dramma di Priscilla? Non chiedere più il senso della vita

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Priscilla Brouwer (Immagine d'archivio)  Priscilla Brouwer (Immagine d'archivio)

Esatto: è l'esplicitarsi della situazione paradossale del mondo odierno che, da una parte, pretende di essere ipergarantito per quanto riguarda la fisicità e la salute – ci sono assicurazioni per qualsiasi cosa –, e poi si fonda su dinamiche opposte nelle quali la vita viene svuotata di valore e diviene oggetto di spettacolarizzazione. Ecco il paradosso: la vita ipertutelata e sicura è diventata noiosa.

 

E da cosa è causato tutto questo?
Dietro a tutto questo potrebbe esserci una sorta di carenza di meditazione etica e morale sulla vita: è sempre più difficile, per l'uomo di oggi, interrogarsi sul senso della vita e della morte. Nella storia della pittura occidentale si usava dipingere i santi con un teschio tra le mani: un aiuto alla meditazione sulla fragilità della vita e delle imprevedibilità della morte. Adesso quello stesso simbolo, che vediamo riprodotto praticamente ovunque, ha completamente perso di significato.

 

In che senso?
Non solo non si è più in grado di riflettere né sulla vita né sulla morte, ma si gestisce a piacere la vita e la morte, dando per scontato la prima e spettacolarizzando la seconda, senza dare a nessuna delle due il giusto rilievo. E un sistema che burocratizza la morte, come quello dei Paesi in cui eutanasia e suicidio assistito sono permessi, ha immensa responsabilità sociale, perché contribuisce ampiamente alla banalizzazione di cui ho parlato.

 

In che modo si  è arrivati a questo impasse?
Quanto più l'Occidente si è premunito contro qualsiasi tipo di sventura e imprevisto – come guerre, carestie, epidemie – tanto più sono aumentate le pulsioni "necrofile", mentre è stato notato che nei luoghi in cui la vita umana è più disprezzata, come successe nei campi di sterminio e nei lager, l'attaccamento della gente alla vita è altissimo e quindi il suicidio è assai ridotto: tutti pensano a sopravvivere.

 

Si troverà il modo di ridare gusto alla vita?
Fare previsioni è difficile: le cose potrebbero rimanere come sono. Oppure c'è forse da sperare che qualcosa di imprevisto, come una crisi economica o naturale o persino una rivoluzione, possa far risorgere un attaccamento forte alla vita che renda le leggi sull'eutanasia anticaglie o rottami di epoche definitivamente passate.

 

(Maddalena Boschetto)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
01/07/2013 - Priscilla (Pierluigi Assogna)

Tutto questo è una quasi inevitabile conseguenza della perdita della dimensione spirituale, che appiattisce sulle 3+1 dimensioni la vita, e toglie ogni speranza di uscire da questa gabbia tecnologica.