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STATO-MAFIA/ Totò Riina: io andreottiano da sempre, erano loro a cercarmi

Nuove rivelazioni del boss Totò Riina riguardo l’esistenza della trattativa tra Stato e mafia sono contenute in una relazione di servizio stilata da alcuni agenti del Gom

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Nuove rivelazioni del boss Totò Riina riguardo l’esistenza della trattativa tra Stato e mafia sono contenute in una relazione di servizio recentemente presentata da alcuni agenti del Gom, il gruppo speciale della polizia penitenziaria. "Io non cercavo nessuno, erano loro che cercavano me", avrebbe detto Riina, forse alludendo al primo tentativo di dialogo avviato dal Ros, attraverso Vito Ciancimino, con il boss di Cosa Nostra. Agli agenti penitenziari Riina avrebbe inoltre fatto sapere che a farlo arrestare furono Bernardo Provenzano e Vito Ciancimino e "non, come dicono, i carabinieri". Nella stessa relazione è scritto anche che un agente di polizia penitenziaria gli chiese: "E' vero che ha lei ha dato un bacio ad Andreotti?". "Appuntato - rispose lui - lei mi vede che possa baciare Andreotti? Le posso dire che era un galantuomo e che io sono stato dell'area andreottiana da sempre". Riina poi avrebbe anche detto: "Appuntato, ha visto? Sono ancora un orologio svizzero, anche se mi sono fatto vecchio". Infine, riguardo la presunta lista di richieste da parte della mafia per fermare l'ondata di attentati, il cosiddetto papello, Riina dice di non saperne niente. E aggiunge: "Il pentito Giovanni Brusca non ha fatto tutto da solo, c'è la mano dei servizi segreti. La stessa cosa vale anche per l'agenda rossa. Ha visto cosa hanno fatto? Perchè non vanno da quello che aveva in mano la borsa e si fanno consegnare l'agenda. In via D'Amelio c'erano i servizi".

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