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FRANCIA/ Se un treno deragliato "travolge" la nostra indifferenza della vita

Pubblicazione:sabato 13 luglio 2013

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Hanno un bel dire in tanti che sono ingenui quelli che cercano in cielo i perché che non sanno trovare sulla terra. Ma chi sa dirmi, oggi, «che sia questo morir»? Chi si sa rispondere? Non è certo un giro mentale a poterci illuminare: ché dentro non abbiamo risposte, ma ci scoppia una selva di domande. E fioche risposte fuori. 

Perciò è quanto mai urgente sapere chi ringraziare e chi bestemmiare. Con quale tu ci giochiamo la partita. In quale pozzo finiscono le lacrime dell'ultimo istante in cui abbiamo incrociato, senza pensarci troppo, gli occhi amati che abbiamo perduto. A chi domandare se lo rivedrò ancora. Chi abbraccerà questo tormento, questo buio: «O luce, / chiarezza lontana, respiro / affannoso, rivolgi gli occhi / immobili e chiari su noi. / È buio il mattino che passa / senza la luce dei tuoi occhi» (Pavese, I mattini passano chiari).



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