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PAPA FRANCESCO/ Omelia di Santa Marta: il cristiano è fiero di andare controcorrente

Pubblicazione:sabato 13 luglio 2013

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Nel Vangelo da cui oggi il pontefice ha preso spunto per la sua quotidiana omelia, Gesù ripete ben quattro volte ai suoi discepoli di non avere paura. Le stesse parole Papa Francesco ha spesso usato nelle sue esortazioni. Oggi ha aggiunto come non è possibile avere paura perché “nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto”. E dunque non avendo paura, il cristiano non deve averla di andare controcorrente, come aveva detto il Papa parlando ai giovani: "A voi giovani dico: Non abbiate paura di andare controcorrente, quando ci vogliono rubare la speranza, quando ci propongono questi valori che sono avariati (...) questi valori ci fanno male. Dobbiamo andare controcorrente! E voi giovani, siate i primi: Andate controcorrente e abbiate questa fierezza di andare proprio controcorrente. Avanti, siate coraggiosi e andate controcorrente! E siate fieri di farlo!". Nel vangelo di oggi, inoltre, Gesù indica chiaramente il metodo dell'evangelizzazione che chiede un vero coraggio per questa lotta interiore e le difficoltà che porta con sé la spina di Satana, ha detto. 

"Questo si chiama – non vi spaventate – si chiama martirio: il martirio è questo. Fare la lotta, tutti i giorni, per testimoniare. Questo è martirio. E ad alcuni il Signore chiede il martirio della vita. Ma c’è il martirio di tutti i giorni, di tutte le ore: la testimonianza contro lo spirito del male che non vuole che noi siamo evangelizzatori". Quindi il paragone con quella schiera immensa di uomini e donne che nel corso dei secoli hanno sacrificato la vita per rimanere fedeli a Gesù: "E oggi, in tante parti del mondo, ci sono tanti, tanti, - più che nei primi secoli – tanti martiri, che danno la propria vita per Cristo, che sono portati alla morte per non rinnegare Gesù Cristo. Questa è la nostra Chiesa. Oggi abbiamo più martiri che nei primi secoli”.

Gesù chiede di essere accolto e non taciuto: bisogna dunque andare fuori da noi stessi verso le periferie materiali ed esistenziali. 

"Noi abbiamo ricevuto questa gratuità, questa grazia, gratuitamente; dobbiamo darla, gratuitamente. E questo è quello che, alla fine, voglio dirvi. Non avere paura, non avere paura. Non avere paura dell’amore, dell’amore di Dio, nostro Padre. Non avere paura. Non avere paura di ricevere la grazia di Gesù Cristo, non avere paura della nostra libertà che viene data dalla grazia di Gesù Cristo o, come diceva Paolo: 'Non siete più sotto la Legge, ma sotto la grazia'. Non avere paura della grazia, non avere paura di uscire da noi stessi, non avere paura di uscire dalle nostre comunità cristiane per andare a trovare le 99 che non sono a casa. E andare a dialogare con loro, e dire loro che cosa pensiamo, andare a mostrare il nostro amore che è l’amore di Dio”.



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