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INSULTI ALLA KYENGE/ Se è la tolleranza a generare discriminazione

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Questo è tollerare, è sopportare pazientemente ma fino ad un certo punto la diversità, fino a che questa diversità non divenga pubblica, non sia sotto gli occhi di tutti, e allora la sopportazione raggiunge il livello di guardia ed esplode per quello che è, insopportazione, disprezzo, emarginazione.

La cultura della tolleranza ha portato a questa grave incapacità di stare in rapporto con l'altro, mentre si predica integrazione e accoglienza di fatto si costruiscono forme di difesa ben solide, architetture di estraneità. Non si è capaci di guardare perché si parte dallo sforzo di tollerare l'altro, lo si sopporta, mentre all'origine di uno sguardo all'altro vi è la gratitudine per uno sguardo a sé. Qui sta la questione seria dl caso Calderoli-Kyenge, che non basta considerare il ministro Kyenge una vittima, ci vuole di più, ci vuole un sguardo che l'abbracci per il valore che è. E questo è possibile solo se si guarda l'altro come ricchezza per la propria umanità!

E' quanto propone Papa Francesco nell'Enciclica Lumen Fidei, là dove scrive: "La luce della fede è in grado di valorizzare la ricchezza delle relazioni umane, la loro capacità di mantenersi, di essere affidabili, di arricchire la vita comune. La fede non allontana dal mondo e non risulta estranea all’impegno concreto dei nostri contemporanei. Senza un amore affidabile nulla potrebbe tenere veramente uniti gli uomini. L’unità tra loro sarebbe concepibile solo come fondata sull’utilità, sulla composizione degli interessi, sulla paura, ma non sulla bontà di vivere insieme, non sulla gioia che la semplice presenza dell’altro può suscitare".

Una promessa commovente e affascinante quella che porta Cristo entrando dentro le relazioni umane, la promessa di una gioia che può suscitare la semplice presenza dell'altro! Si tratta di iniziare una radicale conversione dello sguardo, è questo il compito più urgente di cui abbiamo bisogno noi che guardiamo, che impariamo a guardare l'altro dallo sguardo di amore che abbiamo incontrato. Si va così oltre la fredda volontà della tolleranza, oltre una considerazione politica dei rapporti, oltre i calcoli utilitaristici, oltre le regole della convivenza, si va verso una modalità di rapporti umani in cui l'altro è una ricchezza, una persona che fa crescere l'umano.

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