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ILVA TARANTO/ Casson (Pd): Bondi critica i periti, ma il suo conflitto di interessi?

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E’ soltanto un periodo ipotetico. E’ mia convinzione che si debba invece ragionare sui dati concreti. E’ opportuno che siano realizzati tutti gli approfondimenti e le analisi necessarie, e poi ragioneremo sui dati di fatto. Bisognerebbe vedere secondo Bondi fino a che punto non sarebbero veri, anche perché le variabili sono troppo numerose. Prendiamo quindi atto dei dati che ci sono, verifichiamoli e una volta verificati o confermati traiamo le conclusioni in un senso o nell’altro.

 

E’ possibile conciliare produzione di acciaio e salute dei cittadini?

Le rispondo con un esempio. Gli impianti petrolchimici hanno misure di protezione diverse da impianto a impianto e da città a città. E’ possibile intervenire per limitare la situazione d’inquinamento non sempre uguale da una città all’altra, anche se ciò dipende dagli investimenti fatti. Per impedire gli sversamenti all’esterno o per tutelare gli operai all’interno degli ambienti di lavoro non tutte le situazioni sono uguali. Restando all’esempio dei petrolchimici, se Marghera negli anni passati è stato un luogo dannato, Brindisi era un inferno.

 

In che modo la politica può intervenire per risolvere questo nodo?

La politica dovrebbe pensare soprattutto a prevenire queste situazioni. Se si arriva al caso patologico, significa che la politica è già in ritardo. Occorre quindi cercare di intervenire con norme adeguate, pensando alle persone che lavorano, ai cittadini all’esterno della fabbrica, all’ambiente, e mettendo in atto strumenti di controllo e di verifica adeguati.

 

Prima che commissario governativo, Bondi è stato ad dell’Ilva. Si può parlare di conflitto d’interessi?

Ci potrebbe essere, anche perché era stato indicato dall’Ilva. Ora avrà un ruolo diverso e potrà certamente essere in grado di rivestirlo, comprendendo la differenza che esiste tra essere di parte ed essere con le istituzioni, e quindi con la collettività.

 

(Pietro Vernizzi)

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