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MATTEO RENZI/ Il portavoce: "Mai detto che il governo Letta crollerà"

Pubblicazione:martedì 16 luglio 2013 - Ultimo aggiornamento:martedì 16 luglio 2013, 11.24

Matteo Renzi Matteo Renzi

Anche se molte fonti hanno riportato una presunta frase che Matteo Renzi avrebbe pronunciato durante la festa del PD di Carpi sul fatto che il governo e l'intesa tra Partito Democratico e Popolo della Libertà non durerà, il suo portavoce ha smentito il fatto, ridimensionando l'intervento del sindaco di Firenze. “La frase 'il Governo non durerà molto' non è mai stata pronunciata”,  è stata la replica piccata dell'incaricato, che ha continuato: “basta andare a controllare sul sito web del Pd di Modena, rivedere l'intervento di oggi a Carpi e capire bene i contenuti, veri, del suo discorso”. Renzi, infatti, ha incentrato il suo intervento sulla figura di Enrico Letta e sul suo impegno nel guidare il nostro Paese. Il PdL è stato citato solo per sottolineare la fatica che il premier farebbe nel dialogo con alcuni esponenti del partito di Silvio Belusconi, come “Brunetta e Schifani”, e del Cavaliere si parla perché – Renzi dixit - “noi abbiamo commesso un errore e cioè quello di permettergli di tornare in campo” e, continua, “dovevamo sconfiggerlo dopo il mal governo nel 2011, e questa è responsabilità del gruppo dirigente”. Infine, il primo cittadino del capoluogo toscano ha aggiunto che sarebbe “l’uomo più felice del mondo” se vedesse il governo Letta procedere alla grande e chiude il suo intervento parlando dell'annosa questione delle primarie del PD che l'ultima volta hanno visto trionfare Pier Luigi Bersani. “Questa non è la rivincita della volta scorsa, io quelle primarie le ho perse” - ha affermato - “Se correremo per la segreteria lo faremo ragionando concretamente per quello che serve per l’Italia”. E per quanto riguarda le regole delle primarie per la segreteria del partito, ha detto: “Troverei sbagliato cambiare le regole in corsa, le regole ci sono già, sono quelle che hanno portato all’elezione di Bersani. E farei votare come si è sempre fatto: i sedicenni, respingerli, sarebbe un brutto segnale: però parlando di problemi veri”. 



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