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EREDITA’ FAAC/ Papa Francesco: vendere le quote, il ricavato in opere di carità

Pubblicazione:mercoledì 17 luglio 2013

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Si è tenuta nella giornata di ieri, presso la Corte d’Appello di Bologna, l’udienza civile per il ricorso dell’arcidiocesi di Bologna contro il sequestro della Faac, la nota azienda produttrice di sistemi automatici. Prosegue dunque il braccio di ferro tra la Curia e i parenti del defunto Michelangelo Manini, che nel suo testamento ha indicato di voler lasciare in eredità alla curia bolognese il 66% della multinazionale, per un valore di circa 1,1 miliardi di euro. Lo scorso dicembre, però, il giudice del tribunale Maria Fiammetta Squarzoni ha disposto il sequestro dell’intero patrimonio, dopo che la cugina di Manini, Mariangela, e lo zio Carlo Rimondi hanno impugnato i testamenti, convinti che non siano autentici. La Curia, invece, chiede il dissequestro dei beni. Tutta la vicenda, ma soprattutto l'eventuale controllo di una multinazionale, evidentemente va poco d'accordo con la "Chiesa povera per i poveri" di Papa Francesco, che fin dalla sua elezione si è distinto per piccoli e grandi gesti di semplicità e umiltà. Proprio per questo motivo, infatti, come riportato da Il Fatto Quotidiano, il Santo Padre avrebbe chiaramente detto: “Non possiamo gestire una multinazionale: le nostre quote vanno vendute e il ricavato va utilizzato per opere di carità".



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