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LA STORIA/ "Il re della torta di nocciole" e altri esempi di bellezza "made in Italy"

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Giuseppe Canobbio con la moglie Ester  Giuseppe Canobbio con la moglie Ester

Paolo Tomalino è uno chansonnier nato in Piemonte che ha fatto fortuna in Giappone. Ma ora è ritornato a casa e suona nelle piazze, col suo piano a coda, dando lustro alla voglia di festa, anche in tempo di crisi. La festa, domenica, l'ho vissuta in una piazza di Cortemilia (Cuneo), che è il paese delle nocciole o meglio della “tonda gentile delle Langhe” (e Bruno Gambarotta ha ironizzato che da qualche parte ci dev'essere anche la “scorbutica quadrata”, che magari cresce in Val di Susa). 

In quella piazza Giuseppe Canobbio, con la moglie Ester e le sue tre figlie ha festeggiato i 50 anni di attività. E lo ha fatto con un libro dal titolo “Il re della torta di nocciole”. Ora, può sembrare tutto normale questo, e invece l'unica cosa normale e quel pizzico di follia tutta italiana, per cui questo panettiere contadino figlio di quella Langa della Malora di fenogliana memoria, ha aperto prima una panetteria e poi, nel 2006 un relais, con tanto di camere e di angoli di assaggio dove si celebra la sua torta col Moscato. Ora ditemi: cosa sarebbe Cortemilia senza un luogo così, senza la sua simpatia, senza quella torta di nocciole ? E che dire delle tre figlie, che rilanciano con la pralineria e altre innovazioni ? E' l'Italia. 

Due giorni prima sono invece andato a Mondovì, a trovare un ragazzo che quando compì 18 anni si fece regalare dai suoi genitori le macine del nonno per fare la farina. Aldo Bongiovanni lo conobbi allora, agli inizi, con la sua timidezza, ma anche con la sete di conoscere. Alle fiere, dove mostrava le sue farine rare (fa anche lo spelta citato nell'Anno 1000 da Sant Hildergard Von Bingen dottoressa della Chiesa), leggeva sempre qualche libro. L'altro giorno, nel suo nuovo mulino, con tanto di show room di prodotti per la panificazione, ho notato che un libro lo aveva scritto pure lui. E quando gli abbiamo chiesto come va? lui ha risposto: “Benissimo, il 70% della produzione la vendo on line”. E mentre parlava, continuavano ad arrivare ordini da ogni parte, mentre i suoi collaboratori preparavano gli scatoloni da spedire. 

“Chi si lamenta sbaglia – ci ha detto mentre lo interrogavamo stupiti – coi prodotti italiani puoi andare in tutto il mondo. Io ho iniziato a vendere on line, perché quello è un mercato aperto 24 ore, a differenza di questo questo negozio”. E il bello è che ha creato un paniere di prodotti, anche con le farine Petra del Molino Quaglia di Vighizzolo d'Este e di altri prodotti complementari ai suoi, offrendo oltre 300 referenze. Un genio? Sì, anche, ma soprattutto un osservatore della realtà, uno che sa far fruttare i talenti. Quante altre storie avrei da raccontarvi. Come quella dei coniugi Cora che vivono nella selvaggia Alta Langa, a Monesiglio, e da poco hanno acquistato 200 capre. Sono partiti come affinatori di formaggi e oggi sono dei magnifici produttori, felici di questa scelta, assieme ai loro figli. E come premio hanno avuto Moira, una capra intelligente che appena ha conosciuto il suo padrone gli ha messo le zampe sulle spalle, quasi come un abbraccio, quasi come il saluto di una nuova avventura. Solo la cecità di chi vede tutto nero, non può accorgersi del bello che abita questo mondo.



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