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WEST NILE VIRUS/ Secondo gli esperti presto epidemie di encefalite

Pubblicazione:mercoledì 17 luglio 2013

La zanzara che fa da vettore al virus La zanzara che fa da vettore al virus

Secondo due nuovi studi dei "Centers for Disease Control and Prevention" (Cdc) americani e dei "Dallas County Health and Human Services", recentemente pubblicati sul “Journal of the American Medical Association”, nei prossimi anni ci potremo aspettare, in tutto il mondo, la diffusione di epidemie di febbri causate dal cosiddetto virus West Nile. A causa del surriscaldamento globale, che rende più agevole la prolificazione e la vita delle zanzare che fungono da vettori alla “Malattia del Nilo Occidentale”, e dei tagli ai fondi stanziati per la sanità, questa patologia infettiva registrata per la prima volta nel 1937 in Uganda e diffusasi poi in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia ed America, potrebbe tornare a colpire con maggior forza. Le punture di zanzare infette sono il principale mezzo di trasmissione della "Malattia del Nilo Occidentale" all’uomo, ma anche alcune specie di uccelli selvatici e mammiferi possono ospitare il virus anche senza esserne colpiti e infettare le zanzare che bevono il loro sangue. Il virus è pericoloso ma non necessariamente mortale, anche se le encefaliti e le meningiti di cui si rende responsabile possono ledere importanti funzioni cerebrali negli uomini che contraggono la malattia. Dallo scorso secolo a oggi i casi attestati sono oltre 20mila, in tutto il mondo e nel 1996 in Romania il virus West Nile fu responsabile di 20 morti. Inoltre, dal 2002 la diffusione in America sembra essere aumentata in modo drastico, con numerosi casi di encefalite e meningite ed elevata  letalità.  In Italia, dal 1998 ad oggi, sono stati segnalati 2 focolai epidemici che hanno però colpito solamente animali e mai persone. 



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