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LEGGE EMBRIONE/ De la Rochère (Fond. Lejeune): da oggi la vita in Francia non è più tutelata

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Ritengo che non si tratti di vere condizioni. Per esempio la “finalità medica” è un principio molto vasto, e rende possibile qualsiasi ricerca che si avvalga di embrioni umani. I ricercatori potranno quindi compiere tutto ciò che vorranno. Faccio tra l’altro notare che le cellule staminali pluripotenti indotte o Ips, che la scienza contemporanea è in grado di riprogrammare, fanno molto parlare di sé e godono di molta attenzione da parte dei media, ma non sono le più adatte per le terapie del prossimo futuro. Le condizioni poste quindi per consentire la ricerca sugli embrioni documentano che si tratta di una legge ideologica e priva di serietà. Questa norma rappresenta una grave violazione del sistema giuridico francese.

 

Ritiene possibile un ricorso di fronte alla Corte costituzionale?

Assolutamente sì. Alcuni deputati faranno ricorso, chiedendo alla Corte costituzionale una revisione della legge. Le leggi in materia di bioetica in Francia devono sempre essere discusse sotto il profilo del rispetto dei principi base del nostro ordinamento. Finora un dibattito generale di questo tipo non è avvenuto, e ciò è illegale. Il ricorso alla Corte costituzionale verterà quindi non soltanto sui contenuti della legge, ma anche sulle modalità in cui è stata approvata.

 

(Pietro Vernizzi)



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