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PROCESSO RUBY BIS/ Emilio Fede e Lele Mora condannati a 7 anni, 5 anni per Nicole Minetti

Pubblicazione:venerdì 19 luglio 2013 - Ultimo aggiornamento:venerdì 19 luglio 2013, 17.18

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Sono stati condannati in primo grado Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti, imputati nel cosiddetto processo Ruby bis per favoreggiamento e induzione alla prostituzione anche minorile. Dopo essersi riuniti in Camera di Consiglio, i giudici del Tribunale di Milano hanno condannato a sette anni di reclusione l'ex talent scout dello spettacolo per favoreggiamento e induzione alla prostituzione, anche minorile, e gli sono state riconosciute le attenuanti generiche. Anche l'ex direttore del Tg4 è stato condannato a sette anni per favoreggiamento e induzione alla prostituzione delle ragazze maggiorenni mentre è stato assolto dall'induzione e dal favoreggiamento della prostituzione di Ruby. Gli è stato però contestato il reato di favoreggiamento della prostituzione minorile. L'ex consigliera regionale del Pdl, invece, è stata condannata a cinque anni per favoreggiamento alla prostituzione delle maggiorenni, ma è stata assolta, per non aver commesso il fatto, per l'induzione alla prostituzione delle minorenni. La Minetti è stata anche assolta, per non aver commesso il fatto, per il favoreggiamento e induzione alla prostituzione di Ruby. Per Mora e Fede è stata stabilita anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, mentre è pari a 5 anni quella per Nicole Minetti. Al termine della requisitoria dei pm Pietro Forno e Antonio Sangermano, l'accusa aveva chiesto sette anni per tutti gli imputati. Sarebbero 34, avevano spiegato i pm, le giovani indotte a prostituirsi per soddisfare il "piacere" di Silvio Berlusconi durante le serate ad Arcore, come è stato detto nella requisitoria. Proprio questi festini erano divisi in tre fasi: si iniziava con la cena, seguita dall'ormai celebre "bunga bunga" che si svolgeva "all'interno di un locale adibito a discoteca, dove le partecipanti si esibivano in mascheramenti, spogliarelli e balletti erotici, toccandosi reciprocamente ovvero toccando e facendosi toccare nelle parti intime da Silvio Berlusconi". La terza fase, invece, era la fine della serata che si protraeva fino al mattino seguente e consisteva, hanno aggiunto i pm, "nella scelta, da parte di Silvio Berlusconi, di una o più ragazze con cui intrattenersi per la notte in rapporti intimi, persone alle quali venivano erogate somme di denaro ed altre utilità ulteriori rispetto a quelle consegnate alle altre partecipanti". All'uscita dal Palazzo di Giustizia di Milano, Lele Mora si era detto "fiducioso" perché "credo nella giustizia".



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