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RAGAZZA INVESTITA/ Domiciliari al pirata della strada che ha ucciso Beatrice Papetti

Amarezza e indignazione del padre della ragazza di 16 anni uccisa da un pirata della strada mentre attraversava in bicicletta: il giudice gli ha dato gli arresti domiciliari

Foto InfoPhoto Foto InfoPhoto

La decisione del gip di Milano di concedere gli arresti domiciliari a Babardi El Habib, il nordafricano che ha investito e ucciso Beatrice Papetti, 16 anni, ovviamente non poteva che portare all'addolorata e dura reazione dei familiari della giovane uccisa. Non è la prima volta e non sarà l'ultima, quando pirati della strada che oltretutto fuggono senza neanche prestare soccorso alla persona investita, sembrano cavarsela con pene minori di quelle che meriterebbero.

Mentre l'accusa chiedeva il carcere come misura cautelare, la difesa ha risposto che non si trattava di un pirata della strada e quindi è stata decisa la misura meno impegnativa per lui. Per il gip di Milano, Alessandro Santagelo, la motivazione dei domiciliari è data dal fatto che si tratta di una misura comunque idonea a garantire le richieste esigenze cautelati. Misure cautelati che di fatto sono impedire che ripeta lo stesso tipo di reato e secondariamente tenti la fuga e l'inquinamento delle prove a suo carico.

L'omissione di soccorso peraltro nel nostro codice non prevede la misura cautelare: l'accusa per lui è di omicidio colposo. L'incidente era avvenuto lo scorso 10 luglio quando Beatrice insieme al cugino stava attraversando in bicicletta la strada verso la propria abitazione in località Gorgonzola: un'auto che giungeva a forte velocità l'aveva travolta uccidendola quasi sul colpo. Poi, aveva continuato la sua corsa. Beatrice era morta poco dopo il ricovero: la terribile ironia del caso ha voluto che sull'ambulanza che era giunta sul luogo dell'incidente c'era proprio il padre della giovane che prestava servizio volontario. E' stato lui ad accompagnarla al momento della sua morte. Il marocchino dopo essere fuggito aveva nascosto l'auto con gli evidenti segni dello scontro nel garage di un amico.

Nei giorni seguenti l'uomo, padre separato di un figlio di 7 anni, preso dai sensi di colpa per quello che aveva fatto e confidatosi con l'imam della sua moschea che gli aveva consigliato di costituirsi, si era recato dai carabinieri ammettendo la colpa, dicendo di non averla vista, di aver avuto paura e di aver pensato solo a fuggire. La notizia degli arresti domiciliari ovviamente ha fatto infuriare il padre di Beatrice, che ha commentato: "Le leggi italiane hanno ucciso mia figlia per la seconda volta". Una decisione, quella del giudice, che ha definito assolutamente inaccettabile. 

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