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SANITA’/ Scandalo nella clinica degli Angelucci, danno erariale da 87 milioni

La Procura della Corte dei conti ha citato in giudizio la clinica San Raffaele di Cassino e 16 dirigenti dell’Asl di Frosinone per un danno erariale da 86 milioni di euro

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La Procura della Corte dei conti ha citato in giudizio la clinica San Raffaele di Cassino e 16 dirigenti dell’Asl di Frosinone per un danno erariale da 86 milioni di euro. L’ospedale è di proprietà di Antonio Angelucci, deputato del Pdl, azionista di Alitalia, editore di Libero e gestore di numerose altre cliniche private. La Procura si è attivata in seguito a due denunce di Edoardo Cintolesi, presidente del collegio sindacale dell’azienda sanitaria di Frosinone. L’anno scorso la Corte dei conti aveva ottenuto il sequestro conservativo di beni da 126,5 milioni di euro della clinica San Raffaele come compensazione del danno erariale. Per delle prestazioni gonfiate nella casa di cura di Velletri. Gli accertamenti del nucleo dei Nas hanno scoperto violazioni tali da configurare il danno erariale da 87 milioni di euro, non soltanto per le irregolarità sistematiche nei confronti delle convenzioni sanitarie, ma anche per l’assenza di controlli nei confronti delle prestazioni. Tra i responsabili c’è Carlo Mirabella, ex direttore generale della Asl, morto da pochi mesi. Nominato da Storace, era stato rimosso da Marrazzo e quindi rimesso al suo posto dalla Polverini.

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