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E-CIG/ La sigaretta elettronica ha un terzo di nicotina di quelle tradizionali

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La sigaretta elettronica è molto meno dannosa di quella normale, quindi approvare la tassazione per le e-cig al 58,5% “avrà il solo risultato di cancellare del tutto il settore”. A sostenerlo è l’azienda "Ovale", leader nella produzione di sigarette elettroniche e dei liquidi contenuti in esse, che ha pubblicato di recente un documento in cui vengono riportati due studi che confermerebbero quanto le "svapate" sono in realtà molto meno dannose della “bionda” normale. "La sigaretta elettronica utilizzata con i i liquidi Ovale - si legge nella nota - rilascia un massimo di nicotina pari ad un terzo di quella emessa dalla comune sigaretta. Il dato emerge da uno studio condotto da uno dei più noti laboratori di ricerca americani, l' Arista Laboratories, che per mesi ha condotto test e raccolto prove e analisi”. Secondo lo studio, anche utilizzando la e-cig più potente, quella con maggior capacità di erogazione e abbinandola al liquido con maggior concentrazione di nicotina, è stato rilevato che "per 10 puff, quindi per dieci aspirazioni di questa e-cig, il contenuto complessivo di nicotina aspirato è mediamente di 0,3 mg per ml, dunque un terzo rispetto ad una sigaretta tradizionale che mediamente rilascia 0,9 mg per ml per 10 aspirazioni”. Inoltre, le “sostanze contenute nei liquidi Ovale non sono dannose per la salute umana. Il dato emerge da uno studio effettuato dallo staff del dipartimento di scienze chimiche dell'Università Federico II di Napoli". Marco Trifuoggi, docente di chimica analitica degli inquinanti della Federico II, ha spiegato che durante lo studio si è cercato "di certificare se nella composizione dei liquidi ci fossero oltre ai normali metalli quali sodio, potassio, calcio, magnesio naturalmente presenti sia nelle acqua di partenza sia negli aromi naturali, anche metalli che possano dare nocumento alla salute, quindi metalli tossici e nocivi per l'uomo. La verifica è stata fatta sulla presenza in quantità tangibili, di metalli quali arsenico, manganese, cromo, vanadio, piombo e così via". E' stato verificato "che la loro presenza può essere esclusa fino ai limiti di rilevabilità strumentale e soprattutto fino ai limiti di rilevabilità compatibili con normali prodotti per questo uso”.



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