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TAR LAZIO/ 7 arresti per tangenti e sentenze pilotate. In manette un giudice

Dietro il pagamento di tangenti, pilotavano le sentenze del Tar. Con l’accusa di corruzione in atti pubblici, sono finiti in manette sette persone, tra cui un magistrato

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Dietro il pagamento di tangenti, pilotavano le sentenze del Tar. Con l’accusa di corruzione in atti pubblici, sono finiti in manette sette persone, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal procuratore di Roma Giuseppe Pignatone e dal pm Stefano Pesci e condotta, soprattutto, attraverso le ricostruzioni effettuate dalle intercettazioni telefoniche dei carabinieri del Noe, comandati dal capitano Pietro Rajola Pescarini. A finire in carcere sono stati, tra gli altri, Franco De Bernardi, giudice della seconda sezione quater, l'avvocato Matilde De Paola, Giorgio Cerruti che pare fungesse da intermediario,Marco Pinti, Francesco De Sanctis, l'ex presidente della Popolare di Spoleto, Giovannino Antonini, e Francesco Clemente, rappresentante legale dell’impresa edile costruzioni ICS Grandi Lavori. L'ammiraglio Marcantonio Trevisani e l'ammiraglio Luciano Callini sono, invece, indagati per corruzione. Secondo le accuse, il gruppo condizionava i pronunciamenti del giudice dietro il pagamento di mazzette che variavano dai 10 ai 50mila euro. Per i pm, De Bernardi avrebbe siglato un patto con Matilde De Paola «in base al quale quest 'ultima si impegnava a corrispondere al giudice del Tar somme di denaro quale compenso per il compimento di una serie di atti contrari ai doveri d'ufficio consistenti di volta in volta, nell'accordarsi con parti processuali in ordine alla nomina della stessa De Paola quale difensore in procedimenti davanti al Tar del Lazio».

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