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MORTO ANDREA ANTONELLI/ Caro papà Arnaldo, da oggi inizia la tua vita da Figlio del Mistero

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Come quella di Maria. Una sofferenza che è rimasta nella storia perché vissuta fino in fondo, in tutta la sua drammaticità, senza che essa diventasse mai disperazione. Perché? Perché Ella aveva sempre saputo, fin dal primo giorno, il nome di Suo Figlio: Dono. Con questo nome nel cuore, non con la pretesa di chi signoreggia su una vita non sua, aveva accompagnato il proprio Figlio all'incontro con l'Infinito mistero della vita, quel Mistero buono che la aveva resa donna, moglie e madre.

Se noi italiani avessimo dovuto scrivere il Vangelo non avremmo potuto resistere alla tentazione di far apparire il Risorto prima di tutto alla Sua mamma. Ma non è andata così. Anzi, i Vangeli non riferiscono di alcun contatto tra Maria e Gesù dopo la Resurrezione. Il Risorto sapeva che il Destino di Sua Madre non consisteva in una stabilità psichica o affettiva, ma nell'essere Discepola, Figlia del Suo Figlio. Per questo Papa Francesco è andato a Santa Maria Maggiore a chiedere la Grazia che questa "settimana della gioventù" non sia un rito mediatico, ma un autentico fatto di conversione a Cristo nella Chiesa.

Siamo uomini in cammino, signor Arnaldo. Nessuno di noi può dirle che fare o come fare. Ma, se posso offrirle una piccola certezza, non perda d'occhio la sua vita e quella di sua moglie, non smetta di vivere per ricordare suo figlio. Ma continui il cammino dell'esistenza fino in fondo. E vedrà che un giorno, quando meno se lo aspetta, troverà Andrea su una spiaggia pronto a cucinarle dell'ottimo pesce. Egli non è qui, infatti, è Risorto. E adesso anche Lei inizia la Sua vita da Figlio, da Discepolo di un Mistero che abbraccia tutti. E questa non è una notizia di serie B, è la Buona Notizia che il suo dolore, come ogni dolore, davvero aspetta.

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