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NATO IL FIGLIO DI KATE MIDDLETON/ Povero re! E povero anche il bambino!

Pubblicazione:martedì 23 luglio 2013

William e Kate (Infophoto) William e Kate (Infophoto)

Pensate all’esempio dello zio godereccio e burlone, pensate alla zia, e alla sua immagine più celebre, di posteriore. Pensate ai completini in velluto, ai volants, alle cerimonie pompose, alle noiose rappresentanze, ai salamelecchi, alla solitudine. 

Spero che la baby sitter cui sarà affidato da subito sia simpatica. Che gli canti qualche ninna nanna, che lo faccia ridere e gli insegni qualche marachella. Spero che tra tanti auguri e complimenti e benedizioni qualcuno gli sappia voler bene. 

È colpa nostra, se l’attenzione mediatica è così concentrata sulla venuta del pupo? Se un fatto così naturale è vissuto come una vittoria, una rivincita nazionale? È il marchio di un’identità, in tempi di vuoto, di riferimenti e attaccamento alle radici, buttiamola via, noi che ci siamo meritati al più un principe ballerino da Isola dei famosi. Lassù il tempo si è fermato, sanno ancora la devozione e il rispetto. Macché, il tempo non si ferma. La nascita del windsorino è occasione per una fiera programmata dello sfruttamento d’immagine, dai grandi magazzini ai ristoranti, e in tempi di crisi, incrementare gli introiti fa comodo. Quella famiglia di dignità e onore ha rimasto poco, e quanto all’attaccamento alla tradizione, quale legge ha appena sottoscritto la povera Elisabetta? Per essere politically correct, una coppia gay in casa reale ancora manca, almeno ufficialmente. Si sa mai. 

Ieri è arrivato il terzo erede, si odrà presto il primo vagito. Sii forte, royal baby. Che Dio ti accompagni e ti doni innanzitutto la libertà. Noi siamo tutti pronti a rimpinzare di dettagli le pagine dei giornali: peso, sfumatura del pelo, assomiglia a chi, cos’ha detto la nonna, se si è commossa, il primo vestitino, la prima pupù, quanti ruttini. Si sa, d’estate le notizie scarseggiano. Del governo periclitante ci siamo stufati, l’economia in disarmo non fa vendere una copia, e in fondo il Papa va soltanto in Brasile a incontrare qualche milione di giovani.



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COMMENTI
23/07/2013 - Royal baby. (Carla D'Agostino Ungaretti)

Monica Mondo ha ragione, ma se la Gran Bretagna dovesse diventare una repubblica io sarei la prima a dolermene. Se lo diventassero la Svezia o la Danimarca o la Norvegia non me ne importerebbe nulla.

 
23/07/2013 - Importante è la sua nascita, evviva! (claudia mazzola)

E' nato un re! Sia dono per tutti!