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PAKISTAN/ Signorotto musulmano minaccia giovane cattolica di sfigurarla se non accetta le nozze

In un distretto del Paese un influente uomo d'affari musulmano sta cercando in ogni modo di avere in sposa un'infermiera che ha minacciato di sfigurare con l'acido in caso di rifiuto

L'infermiera cattolica Nazia Masih L'infermiera cattolica Nazia Masih

Ancora cattive notizie per i cristiani del Pakistan. Secondo quanto riporta Asia News, una giovane infermiera cattolica del distretto di Sanghar sarebbe in pericolo di vita perché si è rifiutata di sposare un uomo d'affari musulmano, Ghulam Muhammad. L'uomo avrebbe conosciuto Nazia Masih – questo il nome dell'infermiera – durante un ricovero nell'ospedale Cheniot, nel quale lei lavora, e le avrebbe intimato che se non avesse accettato le nozze e la conversione all'Islam l'avrebbe fatta rapire e sfigurare con l'acido. Muhammad è stato in passato più volte denunciato per stupro e violenza da parte di ragazze indù, ma la polizia, dato il potere dell'uomo, non ha mai potuto arrestarlo e lui, anche in questa occasione, ha mostrato la sua natura tirannica, facendo minacciare Nazia da uomini armati che le danno un ultimatum per accettare le nozze ed irrompendo con la polizia nella sua festa di fidanzamento con il cristiano Ejaz Joseph, facendo arrestare il padre e il fratello della ragazza. Nazia e la sua famiglia adesso vivono nel terrore Ghulam non ha ancora messo in pratica le sue minacce unicamente perché le sue “vittime” sono protette dagli anziani del villaggio e da alcuni musulmani moderati. “Noi siamo cristiani e siamo poveri, ecco perché queste cose accadono sempre a noi. In Pakistan il nostro onore e le nostre proprietà non sono al sicuro", ha raccontato tra le lacrime la giovane e padre James John, della diocesi di Karachi ha levato il suo sdegno, denunciando una situazione insostenibile. “Non solo i cristiani, tutte le minoranze sono nel mirino”, ha detto, “non si contano le ragazze indù rapite ogni mese nelle zone interne della provincia del Sindh, eppure le autorità tacciono senza fare nulla per proteggerle. Ora vogliamo sicurezza per Nazia Masih e per la sua famiglia".

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