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DIARIO DA RIO/ Nella favela con papa Francesco ballando la "bossa nova" del cuore

Pubblicazione:venerdì 26 luglio 2013 - Ultimo aggiornamento:venerdì 26 luglio 2013, 23.31

(Immagine d'archivio) (Immagine d'archivio)

"Francesco noi ti amiamo". Ho pensato che doveva accadere qualcosa di simile sulle rive del lago di Tiberiade, in Galilea o alle porte di Gerusalemme quando si palesava Gesù con i suoi. Quando arriva la Speranza la si riconosce sempre. E non importa se non sai leggere o se non hai indossato un paio di scarpe nuove, se persino in un giorno di festa fumi del crack o ti presenti con una bottiglia di birra in mano. Puoi portare tutta la tua miseria, tanto sai che quell'amore è più grande. 

Potrei dire che il discorso pronunciato da Francesco è tra i più belli dall'inizio del suo pontificato, secondo capitolo di quell'interventismo politico inaugurato proprio in Brasile con la visita all'ospedale di Sao Francisco, potrei scrivere di quella "solidarietà" scomoda e inattuale rivendicata dal Papa, dell'appello alle istituzioni perché non dimentichino le periferie o della lezione impartita a chi governa il mondo ma non lavora per la giustizia sociale e per la ridistribuzione delle risorse. Oppure potrei ancora riferire della bacchettata del pontefice all'esecutivo di Dilma la rossa che tenta di controllare il disagio sociale con la "pacificazione" delle aeree imposta da uomini in divisa, armati fino ai denti. 

Ma ci sarà tempo. E alla donna che era affianco a me non importerebbe nulla. Lei era contenta perché il Papa aveva preso un cafezinho con una sua amica, scherzato sulla cachaça, la bevanda con cui si dimentica la fatica della favela, e capito che era tra gente forse un po' sballata, ma buona, abituata a dividere il niente e ad "aggiungere acqua ai fagioli" all'occorrenza. Davanti a noi una anziana si era avvolta in un telo ricamato. Sopra c'era scritto: "Nessuno si senta escluso dall'abbraccio del Papa". Una promessa diventata realtà. Mi è sembrata la sintesi perfetta per quel momento di assoluta felicità.           



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