BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DIARIO DA RIO/ Come vi sentireste se il Papa volesse dire il Padre Nostro con voi?

Pubblicazione:sabato 27 luglio 2013

La GMG in Brasile (Infophoto) La GMG in Brasile (Infophoto)

Affascinati fino al midollo da quell'uomo che, a sentir loro, non aveva smesso un attimo di parlare, chiedere, informarsi, discutere di economia, politica e umanità varia. Un Papa che aveva voluto sapere tutto: dove vivevano, cosa facevano, il nome dei loro genitori e dei loro amici, i loro sogni e le loro paure, se fossero innamorati o meno, finendo per digiunare a forza di pungolarli. E che alla fine, nel saluto, li aveva lasciati con un augurio da brivido: "Speriamo di incontrarci tutti al banchetto in cielo". Terzo racconto. Prima di recitare l'Angelus dalla balconata dell'Arcivescovado di Rio, Francesco ha incontrato otto detenuti provenienti da altrettanti istituti di pena della città. Erano tutti minori, accompagnati da personale carcerario, cappellani e volontari. Sei ragazzi e due ragazze, che indossavano le magliette della GMG, e che in modo imprevisto e imprevedibile hanno finito per vivere uno degli appuntamenti più decisivi e importanti. Sempre il solito puntualissimo Lombardi, ha raccontato di un incontro semplice e familiare, con i giovani che a turno si andavano a sedere vicino al Papa a raccontarsi e a raccontare della vita dietro le sbarre. Della violenza conosciuta fuori, di quella procurata e di quella che non avrebbero voluto mai più vivere. Facce rigate da lacrime e parole rotolanti, silenzi e preghiere commoventi. E gli otto detenuti diventati prediletti, figli amati, eletti. La più giovane - è stato riportato - non la smetteva più di chiacchierare, resa loquace da quella vicinanza preziosa ha cantato, letto stralci di esistenze perdute, mostrato doni frutto di un lungo e complicato impegno. Un rosario dai grani grandi quanto palloni da calcio, è stato l'omaggio dei giovani detenuti al Papa: ogni Ave Maria ha inciso il nome di uno dei "Meninos de Rua" uccisi nel 1993 da uno squadrone della morte davanti la Chiesa della Candelaria.  E Francesco ricevendo quella corona gigante ha ripetuto con i ragazzi "Candelaria nunca mais", aggiungendo "mai più violenza, solo amore" . Ora immaginate di non avere neanche 20 anni, e di aver fatto già abbastanza male da voler sparire dalla faccia della terra, di passare le vostre giornate in un carcere brasiliano in attesa di un riscatto lontano e di non sapere che cosa vuol dire essere liberi di costruire il proprio destino. E poi un giorno vi dicono che il Papa vi vuole incontrare, vuole abbracciarvi e recitare con voi il Padre Nostro. Come vi sentireste? Infinitamente amati, uomini e donne rinati alla vita. Ecco Francesco ha fatto questo, ridato dignità a chi non ha mai osato rivendicarla. In serata ho visto con i miei occhi ripopolarsi la spiaggia di Copacabana, le onde che spingevano la folla di giovani verso i grattacieli e gli hotel a quattro stelle, la croce scivolare tra una mare di teste, e il Papa seguire una liturgia penitenziale e immaginifica, di grande impatto emotivo. Ma nulla era paragonabile a quello che avevo sentito di lui. Un padre buono è quanto di più desiderabile ci sia. 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.