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Cronaca

GMG RIO 2013/ Quei tre "incontri" che portano i giovani a Gesù

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Se c’è un rischio, è che i giovani tornino da questa esperienza cambiati, trasformati, più seri, più consapevoli, ma anche con le batterie molto più cariche. È una festa continua, ininterrotta, un clima di entusiasmo, di scambio di esperienze. Parte essenziale sono le catechesi, perché non si tratta di una Woodstock. Divisi per lingue, i ragazzi hanno la possibilità di seguire le meditazioni di cardinali e vescovi, insieme agli altri del loro Paese. Altrettanto importanti sono i momenti di festa, che sono anche momenti di servizio, perché gli uni condividono le loro capacità con gli altri. E la dimensione internazionale ha ovviamente un grande peso, con la possibilità di scambiare esperienze, punti di vista, emozioni. All’interno di un contesto unitario, di un’unica fede che raggiunge tutti gli angoli del globo. E poi arrivano i momenti culminanti, le liturgie del venerdì, la veglia del sabato, la Messa della domenica. Le sentinelle del mattino, come ci chiamò a Roma Giovanni Paolo II, non dimenticheranno mai quei momenti, nonostante la stanchezza, le difficoltà logistiche, a volte la pioggia, spesso il freddo, certamente le scomodità. Un’intensa esperienza di preghiera, di condivisione. Un messaggio forte costituito prima dai fatti che dalle parole. Un messaggio che segna, che resta dentro, e che, speriamo germina nell’animo di ciascun giovane che vi prende parte. L’unico seme che può cambiare questo mondo che a volte, come durante le GMG, sembra più bello di quel che è, ma che non ci dobbiamo stancare di provare a rendere bello come vorremmo.

 

(Osvaldo Baldacci)

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