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GENITORI & FIGLI/ Il mestiere di (far) vivere

Pubblicazione:domenica 28 luglio 2013

Andre Agassi (InfoPhoto) Andre Agassi (InfoPhoto)

"A sette anni sono piccolo per la mia età. Ma in piedi davanti al drago appaio davvero minuscolo. Mi sento minuscolo. Impotente. Mio padre vuole che il drago troneggi su di me non soltanto per incutermi rispetto e ottenere la mia attenzione; vuole che le palle che escono dalla sua bocca atterrino ai miei piedi come se fossero sganciate da un aereo. La traiettoria rende pressoché impossibile rispondere in maniera convenzionale: devo colpire ogni palla d'anticipo, altrimenti mi rimbalzerebbe oltre la testa. Ma nemmeno così sono abbastanza veloce per mio padre… Non mi posso muovere senza calpestare una palla - eppure devo stare attento a non farlo, mio padre non lo sopporterebbe. Se calpestassi una palla da tennis, mio padre urlerebbe come se gli avessi schiacciato le sue". 

Chiunque abbia letto Open di Andre Agassi, uno dei più appassionati libri contro lo sport, come è stato definito dal New York Times, non può non essere rimasto colpito dal tema del rapporto genitori figli. In realtà, questo splendido racconto della vita di uno dei più grandi campioni del tennis di sempre contiene tante storie in una: lo sport, l'amore, la sfida, la competizione, l'odio. Ma una tra queste ha un rilievo particolare e di grandissima attualità anche oggi. Vale a dire quella dell'educazione dei nostri figli. Ma anche, per allargare il tema, quella delle scelte che devono fare e dei percorsi che talvolta li spingiamo (obblighiamo) ad intraprendere. 

Viviamo in un mondo in cui le generazioni che ci hanno preceduto (e forse anche la nostra, ma in misura minore) hanno divorato risorse e avuto un impatto devastante sul mondo e soprattutto sul nostro Paese, l'Italia. In uno scenario complicato come quello che stiamo vivendo, educare dei figli è diventato, se possibile, ancora più complesso. La realtà di quasi tutte le famiglie è quella di due genitori che lavorano e che quindi hanno ridotto drasticamente il tempo di condivisione. Il segreto è quello di lavorare costantemente sulla qualità del rapporto, cercando di essere presenti in modo corretto, aiutandoli a crescere, rispettando i ruoli e sostenendoli nel percorso. Certo a parole sembra tutto facile, ma poi nella quotidianità, con i ritmi forsennati ai quali siamo sottoposti, questo compito, già di per sé impegnativo, diventa talvolta proibitivo. 

Eppure, per provare a farlo bene, bisogna imparare il mestiere di far vivere. Ma abbiamo un sacco di paure. Le ha raccontate magistralmente sul numero di GQ attualmente in edicola Alessandro Cattelan, conduttore radiofonico e televisivo che da due anni è alla guida di X Factor, parlando del rapporto con sua figlia. Siamo spaventati per un futuro che abbiamo visto o intravisto per noi e che invece non vediamo più per loro. 


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