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GMG RIO 2013/ Padre Aldo: la bimba anencefala sull'altare è il male che Cristo redime

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Il nostro è un mondo dove il Mistero di Dio non è più concepito o lo si cerca di eliminare: evidentemente queste persone non sono più persone ma oggetti. Ma nella mia esperienza di 25 anni ho potuto capire che queste persone che il mondo butta via sono la grazia più grande che ho. 

Ci spieghi meglio.
Pensi cosa vuol dire che queste persone sono Cristo: ecco perché il Papa insiste con i preti e i vescovi sull'andare alle periferie esistenziali. Cercate questa gente, dice, della quale l'ideologia abortista approfitta per imporre una logica assurda. 

Quale logica?
Una mia amica giornalista è stata denunciata perché ha scritto che l'omosessuale è più a rischio delle altre persone di prendere l'Aids. E siamo in un paese al 90 per cento cattolico, in cui una minoranza impone il suo concetto ideologico della vita. Proprio per questo abbiamo pubblicato un editoriale in questi giorni dove si dimostra la continuità del magistero della Chiesa da Papa Giovanni XXIII fino a Francesco. La gente dice che finalmente con Francesco la Chiesa si è aperta e ha rotto la sua ideologia, che la Chiesa prima era un potere violento e adesso respira. Sono tutte riduzioni per ingabbiare l'avvenimento cristiano, ma è impossibile ingabbiarlo perché Lui ha detto "io ho vinto il mondo". Alcuni giorni fa è venuto qua l'intero governo del Paraguay a mangiare con i miei malati. C'era anche la ministra della Donna, che è una femminista accanita, ma davanti a un fatto come quello che il Papa ci sta mostrando non c'è ideologia che tenga e uno rimane con la bocca chiusa, altrimenti dice solo stupidaggini. Il gesto che ha fatto ieri il Papa è di valore mondiale, lo capiremo più avanti se non lo capiamo adesso. 

In definitiva, il mondo cerca di eliminare la sofferenza senza capire che è dalla sofferenza che passa la risposta alla sofferenza stessa.
Oggi non si percepisce più il valore della sofferenza, abbiamo perso il valore sacramentale della vita. L'ho detto ai miei medici quando si discuteva delle ammissioni alle cliniche: voi avete della vita una visione professionale, materialista e non sacramentale. Perché anche noi cattolici abbiamo perso la dimensione sacramentale della vita che va dal concepimento alla morte. Senza questa concezione sacramentale facciamo anche noi soltanto battaglie ideologiche.


(Paolo Vites)



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