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PAPA FRANCESCO/ Se un gay cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarlo?

Pubblicazione:lunedì 29 luglio 2013 - Ultimo aggiornamento:lunedì 29 luglio 2013, 14.42

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Mentre faceva ritorno da Rio de Janeiro alla volta di Roma, Papa Francesco ha risposto per oltre un’ora alle domande dei giornalisti che hanno viaggiato al suo seguito. Gian Guido Vecchi, su Il Corriere della Sera, ha riportato alcune dichiarazioni del Santo Padre. Parlando dello Ior, per il quale il Papa non sa ancora cosa succederà (“Non so come finirà lo Ior”, ha detto), si è anche toccato il tema delle presunte relazioni omosessuali nel passato di Monsignor Ricca, che recentemente il Papa aveva nominato prelato ad interim allo Ior stesso. Bergoglio ha spiegato che è stata avviata una investigatio su Ricca, che finora non ha riscontrato prove che confermino le accuse. “Io vedo che tante volte nella Chiesa, fuori di questo caso e anche in questo caso, si vanno a cercare i peccati, di gioventù per esempio, e questo si pubblica”. Dio, però, ha spiegato Francesco, perdona i peccati, dimentica. “Tante volte penso a San Pietro: ha commesso uno dei peccati peggiori, rinnegare Cristo, e dopo questo peccato lo hanno fatto Papa!”, ha aggiunto. In merito a una domanda su come intenda affrontare la cosiddetta “lobby gay” che sarebbe presente in Vaticano, il Santo Padre ha detto: “Si scrive tanto della lobby gay. Io ancora non ho trovato nessuno che mi dia la carta d’identità, in Vaticano. Dicono che ce ne siano. Ma si deve distinguere il fatto che una persona è gay dal fatto di fare una lobby. Se è lobby, non tutte sono buone. Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla? Il catechismo della Chiesa cattolica dice che queste persone non devono essere discriminate ma accolte”. Papa Francesco mette in pratica quella semplicità a cui ha richiamato durante le giornate dedicate alla GMG, e non ha paura di pronunciare parole che certamente finiranno anche per essere strumentalizzate.

A una domanda riguardo la data di canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, papa Francesco ha risposto: “Si pensava l’8 dicembre di quest’anno, ma c’è un problema grosso: quelli che vengono dalla Polonia - i poveri, perché quelli che hanno i mezzi possono venire in aereo - ma i poveri vengono in bus, e già in dicembre hanno il ghiaccio, e credo si debba ripensare la data. Io ne ho parlato con il cardinale Dzwisz e lui mi ha suggerito due possibilità: o il Cristo Re di quest’anno o la domenica della Misericordia del prossimo anno”.


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