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TRAGEDIA IN IRPINIA/ 39 morti, perché Dio permette il male?

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Perché non c’è spiegazione, se non la fatalità, non c’è speranza, non c’è reazione se non quella di una chiusura impotente e rassegnata alla natura matrigna che ci domina. E allora, Dio, tanto più che si trattava di cristiani. Se Dio non c’è, mi diceva un ragazzo messo alla prova dal male, non vale la pena vivere, mettere a mondo dei figli. Se c’è, perché? Posso balbettare una sola risposta: Tu che ci hai creati, Dio, tu non puoi volere il nostro male. E’ una caduta che l’ha portato nel mondo. Tu permetti la caduta, nostra e altrui, perché ami la nostra libertà. Tu che conti i capelli del nostro capo, tu che ci hai preparato un destino eterno, tu sai che gli anni dell’uomo sono 70, 80 per i più robusti. E un solo giorno è vita, vita amata e voluta da te. Un solo giorno o cent’anni, non cambia in una prospettiva infinita. Non riusciamo a comprenderlo, la nostra ragione si perde. Arriva fino a un certo punto, poi si perde. Accompagna la fede a scoprire una ragione in più, poi si ferma. Prende per mano la fede, e poi si fa a sua volta prendere per mano, per essere guidata nel mistero. E’ qui lo scarto, qui il salto, il varco, la scelta. Fidarsi, foss’anche per scommessa, per dare un senso al dolore impossibile. Non ci si riesce da soli, mai. Tocca l’umiltà di chiedere e farsi aiutare. Tocca uno sguardo amico, un braccio forte, una tenerezza che consola e accarezza le ferite, le unisce alle piaghe di Cristo. Il papa nella Messa finale a Copacabana, ha voluto sull’altare una bimba anencefalica. Tra tanto colore e bandierine e samba, un monumento, un grido del dolore e del male dell’uomo. L’ha portata sull’altare, come un’ostia. Non era solo la paternità e la sensibilità di un uomo saldo e sereno. Era di più, era per il mondo intero la testimonianza che tutto, tutto ciò che soffriamo non va perduto, e non è su di noi l’ultima parola. Tocca pregare, perché questa intuizione diventi coscienza do sé. Tocca spalancare il cuore alla possibilità che Dio gli parli, e chiarisca le tenebre. Accade, ci sono uomini e donne che lo testimoniano ogni giorno. Se accade a loro, o sono folli, o hanno ragione, tocca propendere per la seconda ipotesi. Perché non potremmo più sorridere e non basterebbero le lacrime, davanti allo strazio di quel pullman rovesciato nella scarpata

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COMMENTI
03/08/2013 - Il male (luisella martin)

Il male c'é. Anche Dio c'é. Ma il male non può consentire al bene di riempire l'Universo: il male si oppone al bene. Dio, presente dall'eternità dei tempi, per amore ha creato l'Universo e le creature e, per amore ha dato ad alcune creature anche il dono della libertà. Dio non permette mai al male di agire, perché lo domina, lo vince, lo supera... permette però alle creature di scegliere fra il bene e il male. Disprezzare il dono della libertà equivale a disprezzare la dignità della persona, significa non volere essere liberi di compiere il bene mai. Perché il male é la mancanza di amore di qualcuno,del conducente di un autobus che dimentica le sue responsabilità, oppure di chi collauda i mezzi con noia e fretta... Per fare il bene, invece, bisogna impegnarsi con tutte le forze con allegria e gioia; non é facile fare il bene! Se il male é la mancanza di amore, il bene é l'impegno concreto di agire con amore... Molti di noi si scandalizzano per disgrazie così terribili, perché dimenticano che fra la folla che chiedeva di liberare Barabba c'eravamo anche noi. Anche quella volta Dio non ci ha obbligati a crocifiggere Suo figlio e se questo significa che non é onnipotente, vuol dire che non può fare il male, ma può solo amare. A me Dio piace così.

 
30/07/2013 - Dio e i freni (Vito Patella)

Sempre con questa domanda blasfema. L'ha scritto già qualcuno prima di me: se tu fai circolare dei pullman non a norma, gli incidenti sono un semplice fatto meccanico e/o probabilistico. Mosè aveva timore anche a pronunciarlo il nome di Dio; invece qui stolidamente sempre con lo stesso "ateismo pratico", in base al quale Dio dovrebbe concordare con noi il da farsi. Ma andiamo!

 
30/07/2013 - Dio e il male (Carla D'Agostino Ungaretti)

Dio permette il male perché ci ha creati liberi. Liberi di essere buoni o cattivi, accorti o scervellati, previdenti o imprevidenti, coscienziosi o superficiali, avidi o disinteressati, vale dire che ci ha creati liberi di scegliere di essere tutto e il contrario di tutto. Se quel pulman correva all'impazzata perdendo pezzi, cosa centra Dio? Se il titolare o l'autista (Dio abbia pietà di lui) non avevano revisionato a dovere quel mezzo, cosa c'entra Dio? Buona parte degli incidenti stradali avvengono per l'imperizia o la trascuratezza di chi guida e vogliamo prendercela con Dio? Dobbiamo piuttosto pregarlo perché non consenta che cadiamo in quella tentazione che ci fa perdere il raziocinio, e infatti glielo chiediamo ogni giorno col Pater Noster, ma poi anche noi dobbiamo fare la nostra parte. Prego perché il Signore consoli quelle povere famiglie. Solo Lui può farlo.

 
30/07/2013 - Cosa centrano le tragedie con Dio? Nulla! (claudia mazzola)

Il mio grandissimo amico Walter mi ha appena scritto:"sono sempre più certo che le circostanze sono positive: quelle brutte perchè ci costringono ad alzare lo sguardo per domandare, quelle belle perché perchè ci aiutano a lodare il Signore. Tutto ci è dato per riconoscere la Sua Presenza che ci salva!". I 39 morti hanno avuto una disgrazia, riposino in pace ed in Gesù Cristo.