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TRAGEDIA IN IRPINIA/ 39 morti, perché Dio permette il male?

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38, 39 morti. Forse di più, la conta dei notiziari è impietosa, sono numeri, si perde la fisionomia di ogni volto, il colore dei capelli, l'età, si perde la coscienza che sono persone, uomini, donne, bambini. Si pensa, come non pensarlo, a volti e corpi sfigurati, lacerati, strappati alla vita e alla pietà. Irriconoscibili, brandelli di corpi allineati nelle bare di un'improvvisata camera ardente. Certo, ogni giorno si muore per incidenti stradali. Ogni giorno muoiono uomini, donne e bambini. Ma così, tutti insieme, così tanti, e tornavano da una gita! Una gita di gente semplice, molti venivano da Pozzuoli, periferia di Napoli, cercavano un po' di fresco tra i boschi d'Irpinia, ceravano un'altra frescura, se è vero che tornavano da una capatina a San Giovanni Rotondo. Da Padre Pio, tra i santi uno di quelli che si occupa degli impossibili, cui ci si affida quando non sai più a chi votarti. Oppure, quello con cui si prende più confidenza, perché così umile e familiare, un vecchio zio, che ci si può portare anche i bambini. Affidandoli a lui, che era ed è tanto potente, che li protegga. E invece. In quest'estate così calda e allegra, in una notte festiva. Perché? Non si può non chiederselo, bisogna chiederselo. Mica ci basta, pensare ad altro o farsi frettolosamente un segno di croce, quasi scaramantico. Ho già sentito e letto e immaginato voci: bella grazia, quella dei santi. Vale proprio la pena crederci. Come dopo il disastro del treno a Santiago. Come per quella ragazza che stava andando alla Gmg, dal Papa, e ha perso la vita su quella strada. Già, il Papa. Ha detto ieri in un'intervista che i giovani devono protestare, non possono stare tranquilli. Per cosa mai dovrebbero protestare, soprattutto loro, non assopiti dall'abitudine e dal cinismo degli anni, se non per l'assurdità e l'ingiustizia del male. Che faceva Dio, si era distratto? E' l'eterna domanda, da Giobbe a Voltaire, dopo il terremoto di Lisbona. Ricordate? Se Dio permette il male, non è buono. Se non può impedirlo, non è onnipotente. Dio, è Lui che si tira in ballo, sempre e comunque.


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COMMENTI
03/08/2013 - Il male (luisella martin)

Il male c'é. Anche Dio c'é. Ma il male non può consentire al bene di riempire l'Universo: il male si oppone al bene. Dio, presente dall'eternità dei tempi, per amore ha creato l'Universo e le creature e, per amore ha dato ad alcune creature anche il dono della libertà. Dio non permette mai al male di agire, perché lo domina, lo vince, lo supera... permette però alle creature di scegliere fra il bene e il male. Disprezzare il dono della libertà equivale a disprezzare la dignità della persona, significa non volere essere liberi di compiere il bene mai. Perché il male é la mancanza di amore di qualcuno,del conducente di un autobus che dimentica le sue responsabilità, oppure di chi collauda i mezzi con noia e fretta... Per fare il bene, invece, bisogna impegnarsi con tutte le forze con allegria e gioia; non é facile fare il bene! Se il male é la mancanza di amore, il bene é l'impegno concreto di agire con amore... Molti di noi si scandalizzano per disgrazie così terribili, perché dimenticano che fra la folla che chiedeva di liberare Barabba c'eravamo anche noi. Anche quella volta Dio non ci ha obbligati a crocifiggere Suo figlio e se questo significa che non é onnipotente, vuol dire che non può fare il male, ma può solo amare. A me Dio piace così.

 
30/07/2013 - Dio e i freni (Vito Patella)

Sempre con questa domanda blasfema. L'ha scritto già qualcuno prima di me: se tu fai circolare dei pullman non a norma, gli incidenti sono un semplice fatto meccanico e/o probabilistico. Mosè aveva timore anche a pronunciarlo il nome di Dio; invece qui stolidamente sempre con lo stesso "ateismo pratico", in base al quale Dio dovrebbe concordare con noi il da farsi. Ma andiamo!

 
30/07/2013 - Dio e il male (Carla D'Agostino Ungaretti)

Dio permette il male perché ci ha creati liberi. Liberi di essere buoni o cattivi, accorti o scervellati, previdenti o imprevidenti, coscienziosi o superficiali, avidi o disinteressati, vale dire che ci ha creati liberi di scegliere di essere tutto e il contrario di tutto. Se quel pulman correva all'impazzata perdendo pezzi, cosa centra Dio? Se il titolare o l'autista (Dio abbia pietà di lui) non avevano revisionato a dovere quel mezzo, cosa c'entra Dio? Buona parte degli incidenti stradali avvengono per l'imperizia o la trascuratezza di chi guida e vogliamo prendercela con Dio? Dobbiamo piuttosto pregarlo perché non consenta che cadiamo in quella tentazione che ci fa perdere il raziocinio, e infatti glielo chiediamo ogni giorno col Pater Noster, ma poi anche noi dobbiamo fare la nostra parte. Prego perché il Signore consoli quelle povere famiglie. Solo Lui può farlo.

 
30/07/2013 - Cosa centrano le tragedie con Dio? Nulla! (claudia mazzola)

Il mio grandissimo amico Walter mi ha appena scritto:"sono sempre più certo che le circostanze sono positive: quelle brutte perchè ci costringono ad alzare lo sguardo per domandare, quelle belle perché perchè ci aiutano a lodare il Signore. Tutto ci è dato per riconoscere la Sua Presenza che ci salva!". I 39 morti hanno avuto una disgrazia, riposino in pace ed in Gesù Cristo.