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IN VIAGGIO CON IL PAPA/ Cos'è successo, davvero, sull'aereo con Bergoglio

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Ebbene sì, l’avevo detto! Al contrario di chi premette a questa saccente affermazione l’ipocrita “odio doverlo dire”, provo un’intima soddisfazione nel constatare che la mia previsione si è rivelata corrispondente a quanto poi verificatosi. Il ruolo di Cassandra mi si confà, soprattutto quando profetizzo qualcosa di bello. E come volevasi dimostrare Francesco ha scombinato le carte in tavola. Pensavo di aver chiuso il viaggio in Brasile con una bella analisi sulla Chiesa bergogliana e invece devo fare i conti con l’appendice a quota 13mila metri. 

Sto parlando, ovvio, della conferenza stampa tenuta dal Papa a bordo dell’Airbus 330 dell’Alitalia che lo portava diligentemente a casa. La sua nuova casa. E del roboante strascisco di polemiche che le sue scatenate riflessioni hanno provocato. Prima di entrare nel merito, per rendere partecipi tutti di quanto accaduto, devo riportare i fatti: circa un'ora prima della partenza dall’aeroporto di Rio de Janeiro veniamo informati che il Papa concederà un po’ di tempo ai giornalisti embedded per qualche domanda, subito dopo il decollo. 

La notizia ha eccitato e sfiancato i 76 prodi che per una settimana avevano trottato carichi di ogni genere di ausilio elettronico sotto la pioggia, il sole e il vento dietro a quell’uomo, di una certa età, che non aveva mostrato segni di cedimento, saltando da un appuntamento all’altro sempre fresco e riposato, esibendo un bel sorriso sfacciato per di più. Qualcuno di noi iniziava già pensare che sotto la tonaca bianca nascondesse la tuta di “ironman” (io per la verità lo penso ancora). E francamente speravamo che la dichiarata “allergia” alle interviste lo portasse a dare qualche rispostina simpatica ad un paio di domande blindate. Insomma un'oretta di lavoro e poi una bella dormita fino a Roma. Lo so: il mestiere, la professionalità e l’occasione unica e bla bla bla…ma quando hai dormito un totale di 9 ore in 7 giorni, non sai più in che fuso orario ti trovi (a proposito perché la gente non calcola mai le distanze orarie quando chiama per salutarti o perché ti ha visto in TV e vuole farti sapere che il rosso ti sbatte e la piega dei capelli era approssimativa) e non sai più che sapore ha un cibo non sintetico (mi riferisco al genere sputato dalle macchinette), sei disposto a soprassedere sulle opportunità offerte dalla condizione di VAMP e l’unica cosa che desideri è un po’ di pace e un bel pisolino. E invece no. 

Francesco arriva e ci regala una delle più belle interviste mai rilasciate da un pontefice. Quesiti liberi, tempo illimitato, tono confidenziale e sincerità assoluta. Bergoglio allo stato puro. Eravamo frastornati, persino paralizzati, quando ci è stato comunicato da Vik van Brantegem, assistente del direttore della Sala Stampa Vaticana, che le cose stavano così e che ci saremmo dovuti organizzare per porre le domande con un minimo di ordine. Così abbiamo fatto, divisi per gruppi linguistici abbiamo preparato una serie di interrogativi da sottoporre al Papa. E vi assicuro c’era di tutto. E la cosa stupefacente è che lui ha risposto a tutto. 


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COMMENTI
05/08/2013 - le donne e il Papa (luisella martin)

La giornalista mi pare sia stata l'unica a sottolineare l'importanza delle parole che il nostro caro Papa Francesco ha dedicato alle donne. Parole che Gesù avrebbe approvato se fosse stato su quell'aereo. E infatti c'era!