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IL CASO/ 1. Cosa c'entra Tommaso d'Aquino con gli ultras del Feyenoord?

Pubblicazione:mercoledì 31 luglio 2013 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 31 luglio 2013, 7.47

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“Morte, dov’è la tua vittoria?” – Si domanda San Paolo. Dov’è, qual è il punto che spacca tutto, l’ostacolo insormontabile? Non c’è. Non esiste luogo della vita in mano alla morte, quando la libertà si scatena, abbarbicata all’affetto che sostiene proprio quella vita in bilico. Morte, tu non vincerai.

E’ lo stesso grido che sgorga dal cuore di un uomo di fronte alla donna amata: Tu non morirai. E infatti lei non morirà, perché là dov’è l’Amore, la morte è straniera. A-mors: non c’è morte.

Mark non ha lasciato quello stadio e noi non lasceremo quell’affetto che principalmente ci sostiene, nella vita, perché tutto è dato, nostro e liberato.

C’ero anch’io, con Mark, in quello stadio. Non fa velo la commozione umana – e un uomo che non piange è un uomo cattivo -, anzi, è proprio quel sussulto che mi riprende e mi fa rialzare lo sguardo, non saziato da questo mondo, non arreso di fronte agli scenari già visti e trascritti nella memoria.

C’è sempre una voce, ed è povera e piccola, a sostenere quanto non è umanamente sostenibile. Così, in quel frammento perfino ostentato, c’è davvero tutto. A me basta così, per domandare tutto a Chi tutto può. Anche per Mark, parte di me, parte di noi.


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