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INCIDENTE IRPINIA/ Tragico scambio di sorelle: è morta Silvana, non Simona. Il fidanzato si dispera con il Parroco

Una pagina amara in mezzo a una tragedia: è lo scambio fra due sorelle che viaggiavano sul pullman volato dal viadotto, una morta sul colpo, l'altra in ospedale

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Scambiare una persona morta per una viva, può essere un dolore davvero insopportabile per chi sta vivendo la perdita di una  persona cara. Purtroppo nel caso di tragedie violente, dove la morte sopraggiunge per cause tali che i corpi possano rimanere sfigurati, può succedere anche questo. Ed è successo infatti anche a due delle vittime del terribile incidente in Irpinia, dove un autobus è precipitato da un viadotto dell'autostrada con tutti i passeggeri a bordo. Una strage: morte 38 delle persone che vi viaggiavano. Molte di essi facevano parte di nuclei familiari completi, famiglie cancellate o divise nella sorte. Il caso più amaro è quieto di due sorelle che viaggiavano con il loro papà. L'uomo è una delle figlie sono morti sul colpo, l'altra sorella è ancora ricoverata in gravi condizioni in ospedale, ma dovrebbe farcela. Cosa è dunque successo? Simona e Silvana Del Giudice, le due sorelle, hanno subito un terribile scambio di identità e non una volta sola, ma ben due, tanto da illudere e addolorare i familiari. A risolvere il caso è stato il fidanzato di Silvana, la ragazza morta. Subito dopo l'incidente infatti a riconoscere i corpi era andato il nonno delle due sorelle: i volti sfigurati e il grande dolore lo hanno tratto in inganno e ha creduto di riconoscere nella giovane deceduta Simona e non Silvana. Il nome viene così inserito nella lista delle persone morte. Interviene Pietro, il fidanzato di Silvana, che invece la riconosce per i capelli tinti di rosso che, dice, lei si era fatta appositamente per lui. In ospedale c'è Simona, ne è sicuro. Il nome della lista viene dunque corretto, ma non finisce qui. Esiste infatti un'altra lista delle vittime con ancora il nome di Simona tra i morti che viene consegnata per errore al sacerdote che durante i funerali leggerà proprio i nomi di tutti i morti nell'incidente. E' così che in chiesa si sente pronunciare il nome di Simona e non di Silvana. La gente urla e fischia, il nome sbagliato è una nuova ferita. La rabbia si placa, ma alla fine della liturgia Pietro va dal sacerdote e lo apostrofa: hai sbagliato il nome, dovevi dire Silvana. Si chiude così una pagina particolarmente tragica in un episodio già fin troppo tragico, il più grave incidente mortale della storia autostradale italiana. Pietro ne è sicuro: in ospedale c'è Simona, non la sua ragazza. Ne sarebbe stato ben felice se fosse stato vero: i due avevano deciso di sposarsi proprio dopo queste vacanze estive. Le avevo fatto la proposta di matrimonio, dice e lei mi aveva detto di sì. Ma in mezzo alla loro felicità c'era quel maledetto pullman che è volato giù dal viadotto. 

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