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MEDIASET/ Coppi: la prescrizione di Berlusconi non sarebbe colpa nostra, sentenza forse domani

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Verdetto atteso da alcuni in serata di oggi, da altri domani. La seconda giornata dell'udienza relativa alla sentenza della Corte di cassazione sul caso Mediaset è infatti dedicata alle arringhe della difesa, dopo che ieri l'accusa aveva confermato tutto il suo impianto. Unica apertura la possibile riduzione dell'interdizione ai pubblici uffici da cinque a tre anni, cosa che permetterebbe a Berlusconi, sempre che il governo non cada prima, di potersi candidare alle prossime elezioni. Arringhe della difesa che verranno esposte in tempi più brevi proprio per poter avere la sentenza in serata, ma il presidente della corte ha fatto sapere che molto probabilmente bisognerà attendere la giornata di domani. Franco Coppi, insieme a Ghedini difensore del Cavaliere, parlerà per ultimo. Ha spiegato ai giornalisti la possibilità di un rinvio del processo alla Corte d'appello di Milano, anche se è più logico, ha detto, che lo faccia la Cassazione. A proposito di un eventuale riapertura del processo, ha anche detto che in tal caso dovesse poi scattare la prescrizione per Berlusconi, visto l'allungamento dei tempi, la colpa non sarà della difesa. Questo succederebbe se la Corte deciderà di accogliere la richiesta del pg sulla rideterminazione dell'interdizione, affidando però il compito all'appello di Milano. L'altra possibilità è quella citata della riduzione dell'interdizione dai pubblici uffici. Ci sarà bisogno dell'autorizzazione della Giunta per le elezioni per l'immunità del parlamento e poi il voto dell'aula. In caso affermativo, Berlusconi perderebbe da subito il suo posto da senatore ma nel 2016 potrebbe tornare a candidarsi. 



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