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METE D’ESTATE/ Quell’agriturismo piemontese dove si mangia l’asado “di Papa Francesco”

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L'altro giorno sono stato a Monastero Bormida (At), alla festa più antica del Piemonte, quella di San Desiderio, dove quei bovini di razza piemontese della mia infanzia erano in mostra: 80 capi. C'erano gli allevatori, c'erano i trebbiatori, che hanno dimostrato come si faceva il grano fino a pochi anni fa. Nessuna novità, dunque, solo nostalgia? No, la novità è la famiglia Merlo, ovvero della creatività e dell'imprevisto: 12 figli, tutti impiegati nell'azienda, Francesco Merlo, il papà, ha mano a mano adattato alle esigenze della vita. E per dare spazio a tutti ha trasformato la piccola impresa con stalla e negozio, in un'azienda agrituristica con delle casette di legno bellissime, ma anche un ristoro dove si assaggia l'asado argentino (quanti da queste parti sono emigrati in quella terra, persino i miei nonni e i miei zii. E mia mamma nacque là, nella Pampa sconfinata). Nell'azienda San Desiderio (regione S. Desiderio, 40 - tel. 014488126) c'è poi un macello dove si producono salumi e carni e una bottega, legata al circuito di Campagna Amica che rivende tutte le cose buone della campagna (è fra le prime in Italia). L'altra sera a cena, per fare festa, sono arrivate 700 persone, ma la gente che va a fare la spesa ogni giorno, in quella deliziosa frazione di San Desiderio che è diventato un villaggio dedicato al gusto, è molta di più. Alla sera, a casa, ho assaggiato quelle robiole di Roccaverano, dal colore bianco perlaceo, che producono in paese, all'azienda Cà del Ponte (regione Sessagna, 1 – tel. 014488293). Buonissime! E Pinuccia Rizzolio, 22 anni, sta lavorando per il nuovo caseificio con annesso impianto fotovoltaico e ad una nuova stalla: 50 bovini, 130 capre e 10 maiali. Lei ci crede. E non è affatto una banalità, quello che si chiama “il sogno della giovinezza”: è il motore della microeconomia italiana. Ora saccheggiando Montale nella sua poesia “Il viaggio”, vien da dire: “l'unica salvezza è un imprevisto... ma è una stoltezza dirselo”.

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