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AMANDA KNOX/ Il genetista: un nuovo test del Dna scagiona lei e Sollecito

In attesa che prenda il via il nuovo processo che vede imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito, un genetista inglese sostiene di poterli scagionare con un nuovo test del Dna

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In attesa che prenda il via il nuovo processo che vede imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, uccisa a Perugia nella notte del primo novembre del 2007, poche ore dopo la festa di Halloween, dal Regno Unito emerge una novità che potrebbe dare una definitiva svolta al caso. Secondo quanto riportato oggi dal quotidiano tedesco Bild, infatti, il genetista londinese David Balding avrebbe sviluppato un nuovo metodo per analizzare le tracce di Dna ritrovate su una scena del crimine che scagionerebbe Amanda Knox.

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Inizialmente, ad incastrare la giovane americana, erano state proprio alcune tracce del suo Dna rinvenute sul manico di un coltello ritrovato nella cucina di Sollecito. Era quindi giunta la prima sentenza di condanna, 26 anni di reclusione per la ragazza di Seattle e 25 per il suo ex fidanzato, seguita però dall’incredibile retromarcia della Corte d’Assise di Perugia, che nel successivo grado di giudizio ha assolto i due dall’accusa di omicidio proprio perché le prove di colpevolezza non erano totalmente affidabili. 

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Adesso la riapertura del caso e il nuovo processo, ma questa ulteriore svolta potrebbe rivelarsi altrettanto fondamentale: Balding sostiene infatti che, attraverso il metodo da lui sviluppato, vi sia una possibilità quasi del 100 per cento che la ragazza non si trovasse sul luogo del delitto quella maledetta notte del 2007. Il metodo del genetista dell’Università di Londra ha l'obiettivo di calcolare la probabilità che un sospetto sia stato veramente presente sulla scena del crimine em secondo le sue analisi, le tracce genetiche trovate nella villetta di Perugia non aparterrebbero quasi certamente ad Amanda Knox.

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“In quel caso infatti l’interpretazione dell’impronta genetica sarebbe stata inefficace”, ha detto il genetista, che potrebbere mettere in discussione anche la colpevolezza di Raffaele Sollecito. “Balding ammette che questa nuova traccia potrebbe essere solo il risultato di una contaminazione dei campioni - scrive il Bild - quindi non è il solo processo ad andare avanti, ma anche la ricerca delle tracce di Dna”. Inoltre, Balding avrebbe anche riscontrato tracce di Dna che fino ad ora non erano mai state trovate: possibile che quel giorno, a Perugia, ci fosse anche qualcun altro?

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