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IL CASO/ Perché l’Italia “butta via” più di 5.000 medici?

Pubblicazione:sabato 6 luglio 2013

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E tali gravi perdite di capacità e risorse umane solo per risparmiare, con miope visione politica ed economica, cifre modeste per il bilancio pubblico. A fronte di un onere annuo per specializzando che non arriva a 25.000 euro, mille specializzandi in più comporterebbero un costo complessivo massimo di 25 milioni di euro, che certo non può alterare i risultati di bilancio pubblico (800 miliardi) che, se del caso, in ben altri settori meriterebbe interventi di riduzione.

La formazione dei medici specializzandi, con il loro pagamento durante il periodo, sarebbe invece un utile investimento produttivo che si rifletterebbe anche con effetti positivi sul Pil dell’anno e su quello degli anni successivi, sull’occupazione oltre che sulla qualità del servizio sanitario e della ricerca scientifica. La decisione ministeriale non tiene in alcun conto le evidenti osservazioni sopra formulate, né sembra avere alcuna considerazione per quella che è l’utilità socio-economica degli investimenti. In Italia ci si lamenta per la disoccupazione giovanile, ma quando, come nel caso in oggetto, si ha l’occasione di occupare dei giovani consentendo loro della formazione specifica che produrrà positivi effetti economici e sociali nel futuro, si tagliano in modo irrazionale e ingiustificato le modeste risorse necessarie.

Sembra quasi che vi sia una sorta di complessata volontà politica che rifugge dalla qualità e non vuole incentivare l’eccellenza. Non si vuol comprendere che l’opera buona del singolo è opera a favore di tutti. Si rinuncia a promuovere in Italia la qualità e l’eccellenza omologando la riduzione di un investimento necessario e produttivo, anche in termini di qualità e formazione culturale, con eventuali tagli di spese inutili che addirittura determinano sprechi e inefficienze. Sembra impossibile che la nostra Repubblica non sia in grado di reperire modeste risorse di alcuni milioni di euro per consentire la formazione di medici specialisti di cui vi è e vi sarà maggiormente nel futuro evidente necessità ai fini di preservare la qualità del servizio sanitario anche sotto il profilo economico (basti pensare in proposito a quanta importanza può avere un servizio sanitario efficiente al fine dell’accoglimento dei flussi turistici).


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