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IL CASO/ Perché l’Italia “butta via” più di 5.000 medici?

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Si procede invece al taglio dei medici specialisti come si potrebbe tagliare il numero delle auto blu che anzi, a dire il vero, non vengono eliminate. Si rinuncia alla qualità e alla formazione culturale di giovani che si impegnano e lo meritano e con fredda e inutile logica ragionieristica si attuano presunti risparmi invece di investire su elementi produttivi sul piano sociale ed economico. Quasi vi fosse una volontà di appiattimento verso il basso e si volesse impedire la formazione di elite specialistiche che invece forniscono un servizio di qualità e fungono da traino sociale. Si favoriscono invece formazioni culturali generalistiche e approssimative che sono la vera anticamera della disoccupazione giovanile. E così tanti giovani capaci e volonterosi, dopo che lo Stato e le famiglie hanno investito su di loro, se ne vanno all’estero, dove sono molto ben accolt,i e qui restano i disoccupati.

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